A cura di Domenico De Vito

Genova, 31 agosto 1924. Al Marassi si gioca la partita di andata per l'assegnazione dello scudetto tra Genoa e Savoia.

I bianchi di Torre Annunziata si presentano a Genova consapevoli di giocare contro la squadra che è la leggenda del calcio italiano ma anche convinti di essere forti, avendo già migliorato il risultato finale dell’anno precedente. Ma Teodoro Voiello vuole entrare nella storia come il primo presidente di una squadra del Centro Sud a vincere lo scudetto, è il suo sogno. Un buon gruppo di appassionati torresi, circa duecento, segue la squadra nella trasferta più importante della storia del Savoia, capitanati da Teodoro e altri componenti della famiglia Voiello, in quel di Marassi.

Alle ore 16,25, inizia la partita di andata, arbitrata dal signor Gama di Milano. Il Savoia si schiera con Ciro Visciano in porta, la difesa è composta da Giovanni Nebbia, detto “Sartulin”, acquistato per 2.000 lire e con un ingaggio di 800 lire al mese, messo sulle costole del sornione e potente Santamaria, bomber genoano;

Giuseppe Lo Bianco, 24enne di Bacoli, proveniente dai “Diavoli Rossi” della Puteolana, fortissima formazione che contendeva al Savoia il primato meridionale; il veloce Borghetto sulla fascia sinistra. Davanti alla difesa era piazzato Gaia. La linea di centrocampo formata dall’altro fortissimo mediano puteolano Nicola Cassese (futuro giocatore del Napoli); il torrese Mario Orsini, una vita nel Savoia; Angelo Maltagliati, prelevato dallo Stabia. In attacco il trio delle meraviglie: i già citati Ghisi (I), Mombelli e il novarese Giulio Bobbio, il bomber savoiardo.

Mombelli, con un bel destro, impegna subito il portiere genoano ma poi nel giro di due minuti a cavallo del quarto d’ora il Genoa si porta sul 2-0 con un tiro da fuori area di Catto e con Sardo che gira in rete un passaggio di Santamaria. Il primo tempo si chiude con il doppio vantaggio e nell’intervallo Teodoro scende negli spogliatoi ad incoraggiare i ragazzi, capisce le difficoltà dell’impresa ma chiede ai suoi di provarci.

La ripresa inizia con Cassese che, complice una distorsione alla caviglia, viene spostato sull’ala sinistra. Ma il Savoia sembra più spigliato, forse anche alleggerito dalla pressione dopo essere passato in svantaggio. Al 49′ fallo di Sardi, punizione crossata al centro, colpo di testa di Bobbio e vantaggio dimezzato: battuto il portiere della Nazionale, De Prà. I bianchi adesso ci credono e si lanciano in attacchi furibondi, spinti anche dagli incitamenti dei tifosi torresi sugli spalti. I campioni genoani, tra cui una decina di nazionali, sono in difficoltà ma al 55′ arriva un tiro del genoano Costelli, parata di Visciano, che però non blocca, si avventa sul pallone e sul portiere l’esperto Aristodemo Santamaria, che fissa il risultato sul 3-1.

Il Savoia riparte di nuovo all’attacco, mai domo anche se in inferiorità numerica dall’inizio del secondo tempo, forte di una condizione fisica migliore rispetto ai padroni di casa, ma non riesce a pungere i titolati avversari. A tre minuti dalla fine un tiro di Neri, del Genoa, viene parato da Visciano, il quale urta contro il palo e rimane a terra per alcuni minuti. Sono momenti di paura per il giovane portiere torrese. Alla ripresa del gioco, Visciano, in pessime condizioni e menomato, viene spostato al centro della difesa. Il risultato finale non cambia e l’arbitro fischia la fine. Applausi scroscianti per tutti, ma soprattutto per la formazione dei bianchi che ha saputo impressionare non poco per il suo gioco coraggioso e spumeggiante.

Le parole che Teodoro Voiello pronuncerà alla fine del match sono chiare e nette, non vuole che nessuno si senta sconfitto prima di quella decisiva partita di ritorno: “La sconfitta è arrivata puntuale, era stata messa in preventivo, però la festa per questa finale storica non può concludersi cosi, deve continuare. Tra una settimana a Torre Annunziata faremo in modo di ricambiare con la nostra ospitalità gli amici genovesi. Poi faremo in modo che il nostro orgoglio e il nostro coraggio calcistico sia riconosciuto in tutta Italia, ci arrenderemo solo al fischio finale dell’arbitro”.

(Nella foto di Guarnieri, lastre Cappelli, la formazione dei bianchi di Torre Annunziata schierata a Genova: Borghetto, Visciano, Lo Bianco, Nebbia , Gaia, Mombelli, Cassese, Orsini, Ghisi, Bobbio e Malataglati.