A cura della Redazione
La Protezione civile di Torre Annunziata in Abruzzo per aiutare la popolazione colpita dal tremendo sisma dello scorso aprile. Il 6 maggio, sei volontari del reparto di via Roma, Pasquale Amato, Filomena Caruso, Luigi Marano, Andrea Maresca, Ciro e Maria Pastorale, sono partiti alla volta delle zone terremotate per prestare assistenza agli sfollati. I ragazzi hanno raggiunto la regione abruzzese con un mezzo antincendio ed un van adibito al trasporto di tende da campo e vettovagliamenti. Una spedizione che li ha visti impegnati per una settimana. Sette giorni, dal 6 al 13 maggio, trascorsi tra l’accampamento di Capitignano e quello di Poggio Picenze, in provincia dell’Aquila, vivendo a stretto contatto con oltre 700 sfollati. «Siamo partiti con grande entusiasmo e desiderosi di portare assistenza e sostegno a persone che, purtroppo, hanno vissuto un’esperienza davvero terribile - ci dice Ciro Pastorale -. Stare tra gli sfollati è stata un’esperienza emozionante ed irripetibile». I volontari oplontini si sono occupati principalemnte della logistica all’interno dei campi gestiti dalla Protezione civile della Campania, provvedendo all’allestimento delle tende e all’innaffiamento delle stesse durante il giorno, dal momento che il sole le rendeva particolarmente calde. Inoltre, hanno provveduto a disinfettare l’area, per evitare il diffondersi di malattie, specialmente con l’arrivo del primo caldo estivo. Ma non solo. I ragazzi hanno anche partecipato al recupero oggetti all’interno delle abitazioni distrutte dal terremoto, accompagnando le famiglie presso le loro case, ed hanno servito i pasti agli sfollati. «Durante tutta la settimana - spiega ancora Ciro Pastorale - abbiamo lavorato tanto ma è stato gratificante. Rendersi utili per questa gente ha fatto passare in secondo piano la fatica. D’altronde, siamo addestrati per questo. Descrivere le sensazioni che si provano in quei contesti non è semplice - prosegue -. Vedere in tv ciò che accade lì in Abruzzo non è la stessa cosa che viverlo di persona. Uno dei momenti senza dubbio più emozionanti, per me e per i miei compagni - afferma - è stato quando, seduti ad un tavolo, abbiamo incontrato un nostro concittadino trasferitosi in Abruzzo 30 anni fa. Appena ha saputo che giungevamo da Torre Annunziata è venuto a salutarci e a ringraziarci per quello che stavamo facendo. Sono ricordi che resteranno indelebili nei nostri cuori». A distanza di quasi due mesi dal tragico evento, la situazione in Abruzzo sta tornando pian piano alla normalità, anche se la paura continua a serpeggiare tra gli animi degli sfollati. «La gente - dice Maria Pastorale - è ancora traumatizzata dall’accaduto. Anche se gran parte delle abitazioni sono tornate agibili, per lo meno nella zona in cui abbiamo operato noi, hanno timore di ritornare a casa. Lo sciame sismico non si è arrestato ed è normale che la paura continui a “segnare” profondamente le persone che abitano in quei luoghi». Sei volontari, ragazzi che, nel loro piccolo, hanno contribuito a migliorare la vita di coloro che in un attimo hanno perso tutto: parenti, amici, case. Sei giovani torresi che, insieme a tanti altri volontari, e tra questi ricordiamo anche i sei della Misericordia di Torre Annunziata (Nicola Iervolino, Gennaro Torucci, Angelantonio Formisano, Gianluca Pantaleone, Anna Aquino e Giuseppina Della Gatta) giunti in Abruzzo con un’ambulanza, ed Ambrogio Scognamiglio nella veste di clown doctor, hanno vissuto un’esperienza unica e toccante, rappresentando degnamente la nostra città ed il suo spirito di solidarietà. DOMENICO GAGLIARDI