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Sciopero della fame per un salario dignitoso

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione
Sciopero della fame per un lavoro a tempo pieno. L’ha iniziato martedì 16 giugno Mimmo Quartuccio, parcheggiatore di via Gino Alfani, dipendente dell’Oplonti Multiservizi, installando una tenda in piazza Ernesto Cesaro, dove vi alloggerà fin quando non avrà risposte certe sul suo futuro lavorativo. “Sono anni che chiedo la stabilizzazione del mio lavoro e quello dei miei colleghi – denuncia Quartuccio -, ma sia La Multiservizi che l’amministrazione comunale fanno orecchie da mercante. Siamo sottoposti ad un contratto di collaborazione (circa 400 euro al mese, ndr) e non abbiamo limiti di orario. Non si può più vivere – conclude – con solo qualche centinaia di euro mensili, lavorando in condizioni disagiate”. La questione dei parcheggiatori dell’Oplonti Multiservizi risale agli inizi della costituzione della società, quando il presidente era l’attuale sindaco Giosuè Starita. La protesta dei parcheggiatori si è sempre affiancata a quella degli ausiliari del traffico, che hanno sempre richiesto, vanamente, un aumento del loro stipendio rapportando ad un numero maggiore di ore lavorative giornaliere.
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