In Italia la cialda ideata da Cyrus Melikian era arrivata già negli anni ’60 per concessione della licenza ad un torrefattore italiano il quale, forse poco convinto della novità, la tenne in cantina per diversi anni. Il sistema faceva fatica ad affermarsi nei luoghi di lavoro, dove non si badava tanto alla qualità quanto all’economicità del servizio. In ambito domestico, invece, la tradizionale caffettiera, protagonista assoluta del quotidiano rito del caffè della famiglia italiana, sembrava a quel tempo insostituibile.
Negli anni ’70 qualcosa cominciò a cambiare e il concetto che era alla base della Pod Perfect Espresso americana venne finalmente preso nella giusta considerazione anche in Italia, dove si cominciò ad apprezzarne la praticità.
Un passo avanti fu compiuto quando Illy, perfezionando nel tempo sia l’aspetto tecnico che il risultato in tazza, nel 1989 mise a punto il sistema Easy Serving Espresso, meglio noto come sistema E.S.E., e lo brevettò.
Per circa un decennio, Illy ne ebbe l’esclusiva e, unendo alla selezione delle migliori miscele di Arabica i vantaggi derivati da un metodo di preparazione veloce, igienico e perfetto ad ogni erogazione, ne fece un prodotto di successo.
La vera esplosione si ebbe nel 1996 quando Illy liberalizzò il brevetto E.S.E. con l’intenzione di diffonderlo a livello industriale e in tutto il mondo. L’accessibilità al sistema suscitò l’interesse sia di alcune aziende produttrici di macchine che di qualche coraggioso torrefattore, pronto a sperimentare la novità della cialda.
Nel 1998 aziende come Briel, Euromatik, Girmi, illycaffè, Little Italy, SGL, Unic si unirono e fondarono il Consorzio E.S.E. allo scopo di promuovere e, allo stesso tempo, tutelare il sistema e il marchio.
La cialda in carta filtro oltrepassa l'oceano
A cura della Redazione
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