A cura della Redazione

L'esperienza di Conad Adriatico mostra  in maniera emblematica  come il vending possa diventare parte integrante del retail, ponendosi non come canale competitor ma come supporto, atto a incrementare le vendite e fidelizzare la clientela.
L’ambizione di rendere possibile la vendita dei prodotti del supermercato h24 e 7/7,  approssimando lo scaffale al consumatore anche nei momenti in cui lo store tradizionale è chiuso, ha consentito ai supermercati Conad d’innovare il servizio alla clientela, rispondendo a sue particolari esigenze di orario e di tempo disponibile.
Il Self 24 Conad ha dimostrato le potenzialità insite in questa tipologia di vendita integrata ed ha mostrato di possedere tutti i requisiti per diventare un’idea di successo replicabile, una volta superate alcune criticità che si sono col tempo evidenziate.
Il Self 24 Conad è composto da due vending machine di diversa tipologia: una macchina a 18° per il secco con una capacità di 55 referenze e una macchina a 0° – 4° per i prodotti freschi con una capacità fino a 20 referenze diverse. Ambedue i distributori erogano prodotti rispondenti a fabbisogni immediati e ad una tipologia d’acquisto di necessità e di emergenza.
Dopo i primi anni di test, l’analisi delle vendite ha dimostrato che per il ramo food i prodotti più venduti appartengono al segmento fresco e freschissimo, ossia pane, snack dolci, prodotti di gastronomia, mentre per ciò che concerne il segmento non food il prodotto più venduto sono gli assorbenti.
L’8% dei prodotti venduti attraverso vending machine durante il normale orario di apertura, indica come una certa fascia di consumatori scelga la rapidità dell’acquisto automatico che gli consente di evitare perdite di tempo al banco gastronomia  o alla cassa.

La sperimentazione ha consentito di individuare alcune criticità, come ad esempio il numero limitato di sistemi di pagamento utilizzabili, anche se la maggiore criticità da risolvere in questa particolare tipologia di vendita è  di natura strettamente tecnica ed investe il problema della formazione degli addetti ai distributori, a coloro che quotidianamente hanno il compito di rifornire le macchine ed effettuare i controlli relativi alla bontà dei prodotti (verifica delle scadenze, integrità del freschissimo ecc).
Nel caso di Conad Adriatico, durante il primo periodo di test si è subito appurato che la maggior parte dei fermi macchina dovuti al blocco dei prodotti, non erano imputabili a problemi tecnici ma a errate operazioni di caricamento da parte degli addetti al rifornimento. È stato necessario far sì che una persona in particolare – oltre che una seconda che fungesse da jolly -  venisse formata e abilitata alle operazioni di caricamento per tutti i punti vendita automatici a marchio.

L’aver voluto superare tutte le difficoltà che si sono presentate dimostra quanto Conad Adriatico creda nella bontà e nella funzionalità del progetto. Del resto, esempi che arrivano da altre parti del mondo dimostrano quanto questo format possa essere migliorato e quanto sia perfettamente adeguato ai ritmi della vita moderna: pensiamo alla Corea del Sud dove un megastore automatico Tesco, collocato nella stazione della metropolitana di Seul con maggior flusso di persone, consente di effettuare e pagare virtualmente la spesa mentre si va al lavoro e di trovarla al ritorno già consegnata a domicilio!