A cura di Rosa Ambrosio
Torre Annunziata, la città si ribella all'invasione dei rumeni nei quartieri degradati

Invasione di rumeni a Torre Annunziata. Dopo le proteste degli abitanti del quartiere Provolera che recentemente si sono incontrati con il sindaco Giosuè Starita per denunciare l’insediamento abusivo di famiglie di rumeni nel rione, stamattina a Palazzo Criscuolo una decina di famiglie di via Fortuna, via Commercio, via Sambuco hanno chiesto insistentemente di poter parlare con il primo cittadino per porre alla sua attenzione l’analogo problema: troppi rumeni nel quartiere.

«Si è sparsa la voce che a Torre Annunziata si può facilmente trovare un alloggio - afferma una signora - occupando case inagibili del dopo terremoto del 1980. Ma a loro questo non interessa. Vengono a decine, sfondano le porte, si allacciano alla corrente pubblica e così hanno risolto il loro problema. Ma i grattacapi li creano a noi rendendoci la vita impossibile. Il sindaco - conclude la signora - ci aveva assicurato che avrebbe fatto intervenire le forze dell’ordine per evacuarli, ma a tutt’oggi nulla è cambiato, anzi sono arrivate ancora altre famiglie».

Quello dell’insediamento dei rumeni all’interno di quartieri degradati della città rappresenta un grosso problema.

«Di sera vanno a rovistare nei contenitori dei rifiuti per riciclare lattine di alluminio - continua un’altra signora molto arrabbiata -. I loro figli non vanno e scuola e praticano l’accattonaggio, mentre l’unica attività redditizia degli adulti deriva dai furti negli appartamenti».

Parole pesanti, ma che danno il senso dell’insofferenza dei residenti nei confronti di questi cittadini comunitari che vivono senza regole ed intolleranti a qualsiasi norma che sta alla base di una convivenza civile.

Qualche settimana fa, tre rumeni furono sorpresi in via Pigmei, quartiere Provolera, mentre allacciavano l‘impianto della loro abitazione alla rete elettrica pubblica. Ne conseguì un incendio di vaste proporzioni che necessitò dell’intervento di due autobotti dei vigili del fuoco. Da questo episodio scoppiò la protesta dei residenti. Il giorno dopo una delegazione del quartiere Provolera fu ricevuta dal sindaco, al quale venne manifestata tutta l’insofferenza nei confronti della comunità rumena. «Non si tratta di razzismo - spiegarono - ma non ne possiamo più di queste persone. Hanno un modo di vivere completamente diverso dal nostro. Stanno sempre per strada, sporcano, fanno continuamente baccano e noi non viviamo più tranquilli».

Intanto della questione se ne è parlato anche all’interno del partito di maggioranza che sostiene l’Amministrazione.

«Il coordinamento del Partito Democratico cittadino - si legge in un comunicato -, prendendo atto delle risultanze del lavoro dei forum tematici competenti, ottenute anche effettuando un sopralluogo nel quartiere Provolera, porrà al più presto all’attenzione dell’Amministrazione comunale gli elaborati valutandone congiuntamente la fattibilità. Nel contempo verrà istituito un tavolo tecnico di discussione composto da forum tematici, segreteria, movimento giovanile, gruppo consiliare e delegazione di giunta per approntare un progetto di riqualificazione dei quartieri a rischio della città. A tale proposito si rendono necessari - conclude il comunicato - la partecipazione e il coinvolgimento dei comitati di quartiere per un loro contributo di idee».