A cura di Domenico Gagliardi

Gli studenti di Torre Annunziata in piazza per commemorare il 24esimo anniversario della strage di Capaci.

Centinaia di bambini e ragazzi di tutti gli Istituti cittadini (dalle elementari alle superiori), accompagnati dai loro docenti, hanno letteralmente invaso piazza Ernesto Cesàro. Un raduno organizzato dal presidio oplontino di Libera "Raffaele Pastore e Luigi Staiano" per ricordare il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla Mafia il 23 maggio 1992 insieme alla moglie Francesca Morvillo ed ai tre agenti della scorta.

Tantissimi gli stands allestiti dalle scuole. Tutti avevano come tema principale la Legalità. Cartelloni, dipinti, maglie, installazioni multimediali, creazioni artistiche, messaggi su post-it appesi ad un alberello, erano tutti "impregnati" del profumo della Legalità. Su molti di questi, campeggiavano i volti delle vittime innocenti della camorra, in particolare di coloro che Torre Annunziata ha dovuto seppellire nel corso dei decenni: o perché morti per aver fatto il loro dovere, come il maresciallo dei carabinieri Luigi D'Alessio ed il giornalista Giancarlo Siani, o perché si sono ribellati alla tracotanza della criminalità organizzata, come gli imprenditori Andrea Marchese, Luigi Staiano, Raffaele Pastore, e la mamma coraggio Matilde Sorrentino, o perché si trovavano semplicemente al posto sbagliato nel momento sbagliato, come Rosa Visone, Luigi Cafiero, Giuseppe Veropalumbo.

E' per loro, e per chi quotidianamente si impegna per diffondere un messaggio di speranza e di un futuro migliore, che bambini e giovani hanno affollato la piazza.

Tra loro c'era Carmela Sermino, moglie di Giuseppe Veropalumbo, ucciso a 30 anni da un proiettile vagante la notte del 31 dicembre 2007. 

«Sono qui - ha detto Carmela, che è anche presidente dell'Osservatorio per la Legalità del Comune di Torre Annunziata - per ricordare Falcone, un uomo che ha saputo dire "no" alla Mafia combattendola al costo della  sua stessa vita. Ma lui non è morto. Il suo esempio vive ancora in mezzo a noi. Spesso sentiamo parlare di guerre: in Siria, Iraq, sentiamo parlare dell'ISIS. La guerra, però, noi la combattiamo ogni giorno qui, sul nostro territorio, contro la camorra. Una guerra che negli anni ha mietuto oltre 350 vittime innocenti. Dai bambini - ha poi aggiunto - deve partire il riscatto della società, una società in cui perseguire la Legalità deve essere la regola per stare bene con se stessi e con gli altri. Sono loro il futuro ma anche e soprattutto il presente. Sono loro a dover seminare ora per poi raccogliere dopo i frutti che possano rappresentare la speranza di una società pulita, onesta. La mentalità, oggi, sta cambiando. Prima c'era tanta paura, ma adesso in tanti si ribellano. E' questa - ha concluso Carmela - la strada da seguire».

Per Michele Del Gaudio, referente cittadino di Libera, «la Scuola è il centro della città. Con questa manifestazione vogliamo sollecitare gli adulti a comprendere il ruolo centrale che hanno i giovani nel nostro contesto. Se non c'è la Scuola, chi farebbe Cultura qui a Torre Annunziata?».

Tra i tantissimi ragazzi presenti, ci sono anche loro. Un gruppo di minori accolti nella comunità-alloggio Mamma Matilde della Casa Salesiana di Torre Annunziata, gestita dall'associazione Piccoli Passi Grandi Sogni di Don Antonio Carbone. Li abbiamo incontrati, ci siamo salutati. Sono ragazzi che testimoniano come cambiare sia possibile, anche in contesti apparentemente difficili. Basta solo averne l'opportunità. Da loro giunge l'insegnamento più importante di questa giornata di festa, che profuma tanto di Legalità e di speranza.

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