A cura della Redazione

Natale è l’evento più celebrato al mondo. Una ricorrenza sentita in tutte le latitudini e che si presta ad interpretazioni molteplici. Questa autentica competizione nella rincorsa all’originalità a tutti i costi, porta inevitabilmente a distorsioni nel decodificare il semplice messaggio religioso. La scuola media “Giovanni Pascoli” di Torre Annunziata e la compagnia teatrale “I Senzarteneparte” hanno deciso, quest’anno, di celebrare il Natale ricordandone i contenuti e i significati autentici che, in assoluto, non andrebbero mai smarriti.

E così l’istituto di via Tagliamonte diretto da Daniela Flauto ha dato vita ad un concerto polifonico di rara bellezza acustica in una location emblematica quanto suggestiva: la Basilica della Madonna della Neve. Un racconto musicale della natività molto sobrio, con l’orchestra e il coro della scuola protagonisti assoluti di una performance eccellente. A poche centinaia di metri di distanza (Trecase, presso “I sentieri del Natale” promosso dall’associazione culturale “Terre vesuviane”), nella stessa serata (giovedì 21 dicembre), la compagnia teatrale “I Senzarteneparte” ha portato in scena il “Canto di Natale” (A Christmas Carol) tratto dal romanzo di Charles Dickens.

 Per lo scrittore, giornalista e reporter britannico, Natale è «il solo periodo dell’anno in cui è consentito di aprire il proprio cuore liberamente». I giovani attori del team torrese, guidati da Domenico Orsini, hanno letto in maniera rigorosa il testo trasferendo agli spettatori tutto il coerente, inflessibile, intransigente messaggio. Noi di TorreSette ci siamo identificati in queste due idee di rappresentare il Natale. Ed è così che ci piace fare gli auguri ai nostri lettori.

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