A cura di Antonio Gagliardi

Un’isola pedonale con tre “i” quella di domenica scorsa a Torre Annunziata: immaginaria, improvvisata e inutile. Immaginaria perché nessuno ne era a conoscenza, né i commercianti, né i cittadini e né i mezzi di comunicazione. 

Improvvisata, perché decisa all’ultimo momento, con quale scopo, poi, non si sa. Inutile, e aggiungerei perfino dannosa dal punto di vista commerciale e del traffico, visto che la città è rimasta letteralmente paralizzata.

L’assessore alla Viabilità Gaetano Veltro ha spiegato che l’iniziativa era stata programmata all'ultimo momento in seguito ad una proposta della Commissione consiliare competente, data anche la contemporaneità di un’altra iniziativa a cura del caffè letterario "LiberTa".

Ora, senza voler creare polemiche (un vecchio detto dice che “sbagliando si impara”), penso che sia utile, anche alla luce della mia esperienza in passato come assessore al Commercio, fare alcune puntualizzazioni per evitare che in futuro si facciano salti nel buio.

La prima domanda che ci dobbiamo porre è qual è la finalità che si vuole perseguire realizzando un’isola pedonale. Penso che nel nostro caso sia quella di creare un luogo di aggregazione e di incontro tra i cittadini. Le attività commerciali presenti nell’isola potrebbero avvantaggiarsi della grande affluenza di pubblico e quindi decidere l’apertura domenicale dei negozi. Ma questo andrebbe concordato preventivamente con le associazioni di categoria.

Secondo aspetto: dove realizzare l’isola. Tranne che nel periodo estivo, il luogo ideale sarebbe la parte di corso Umberto I compresa tra via Gino Alfani (esclusa) e via dei Mille (esclusa). Il motivo? Questo tratto è quello più frequentato normalmente dai cittadini, quindi una scelta preventiva fatta da loro stessi. Ed è anche quello che crea meno difficoltà alla circolazione delle auto e alle attività commerciali aperte di domenica che insistono fuori dall’isola pedonale. Infatti, chi deve raggiungere la parte sud della città imbocca via Morrone se proviene da via Gino Alfani, o via Maresca se proviene da corso Umberto, prosegue poi per via Vittorio Veneto, scende per via dei Mille prima di immettersi nuovamente sul corso. Difficoltà ridotte al minimo, quindi.

Terzo aspetto, essendo questo tratto di strada già per così dire “il salotto della città”, non c’è bisogno di un grande dispiego di risorse per popolarlo (basterebbero piccoli mercatini tematici). 

Le esperienze passate hanno tutte dimostrato che le “isole pedonali itineranti” e le isole pedonali nella zona sud della città sono tutte fallite, a meno che non si creino grandi eventi, come avvenuto nei primi anni 2000 con il Pasta Fest in via Oplonti e via Mazzini.

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