A cura di Giuseppe Chervino

«Ma secondo voi, dove c’è dolore si può ridere? Ma certo che sì! Con un naso rosso, un camice colorato e scarpe fuori misura è possibile alleviare il disagio nei luoghi della sofferenza». Francesca Colombo, sociologa, descrive con contagioso entusiasmo l’attività dell’associazione di cui è presidente, “Nasi Rossi Clowntherapy”.  E lo fa parlando alla Libreria e Biobar “Libertà” in occasione della presentazione del libro “Storie di clown di corsia”.

«Più che un libro – sottolinea Andrea Palmieri nella sua introduzione – lo definirei un insieme di racconti di vita che invitano molto a riflettere». «Lo spirito che ci anima è quello dell’accoglienza – prosegue Francesca – nel tentare di toccare l’anima per ritrovarsela negli occhi. Comprendere la sofferenza degli altri e trasformarla in risorsa».

La pubblicazione racconta le storie di tanti “nasi rossi”: Africa, Girasole, Stramba, Crisalide, Vulcanella, Scintilla, Spumosina, Arcolbaleno, Brillantino, Miele. Tutti impegnati ad abbattere le barriere che inevitabilmente e, forse, inconsapevolmente la società erige tra chi soffre e gli “altri”. Anna Vitiello, poetessa e scrittrice nonché coordinatrice del progetto “Cripta dello Spirito Santo di Torre Annunziata”, esorta a meditare così: «Il clown è come un albero abbarbicato al terreno con i rami rivolti all’infinito in uno sguardo non a pensare ad altro, ma a pensare all’altro. A colui che è lì accanto e che necessita di un abbraccio. Vola verso il cielo a prendere le stelle per poi donare scintille di magia a chi ne ha bisogno».  

Il sindaco Vincenzo Ascione conclude: «Con la nostra attività abbiamo l’obbligo di essere al servizio dei cittadini, ma soprattutto dei più deboli. E’ quanto stiamo cercando di trasmettere al territorio promuovendo una serie di iniziative in questo specifico versante». Un’autentica esplosione di abbracci finali conclude l’evento. Tanti nasi rossi, tanti sorrisi, tanti portatori sani di solidarietà e speranza.