A cura di Domenico Gagliardi

L'accoglienza turistica all'ombra del Vesuvio in un servizio della TGR Campania (clicca qui). L'Arev-OD (presidente Aldo Avvisati) - l'associazione che raggruppa gli operatori delle ricettività del comprensorio - ha presentato nei giorni il suo "decalogo" per rendere indimenticabile il soggiorno dei visitatori a Torre Annunziata e nei Comuni limitrofi, ricchi di "bellezze" da ammirare, storiche, culturali, paesaggistiche.

Dieci i punti del "manifesto dell'ospitalità diffusa". Una sorta di "tavola dei comandamenti" che gli imprenditori alberghieri devono rispettare, imperniata principalmente sulla figura del turista-ospite, da accogliere «con calore ed amabilità, trattandolo come il cliente più affezionato» ed una «risorsa dal valore inestimabile per l'intera comunità locale».

Il decalogo si concentra poi sui servizi da offrire unitamente all'assistenza, sempre in «maniera cordiale ed efficiente, improntati sin dal primo contatto alla chiarezza, trasparenza e completezza di informazioni inerenti la propria prestazione». 

Fondamentale la propensione all'ascolto ed al soddisfacimento delle richieste-esigenze del turista.

Il quinto "comandamento" è rappresentato dalla capacità dell'operatore turistico di "narrare" il territorio circostante, cosa che implica innanzitutto conoscerlo nei suoi aspetti storici e culturali, «promuovendone con orgoglio le attrazioni e dedicando loro ampio spazio sui propri canali web (i social in primis)».

A questa attività di promozione va ad aggiungersi la necessità di «aver cura della pulizia e del decoro dei locali che ospitano i turisti e delle aree circostanti la propria struttura ricettiva. Essere sentinelle attive della tutela dell'ambiente - recita il manifesto -, contro ogni forma di inquinamento».

Inoltre, è opportuno «coinvolgere gli amici, i familiari ed i conoscenti della cultura dell'accoglienza diffondendo il più possibile cultura e mentalità turistica.

C'è poi il nono punto, ovvero «mostrarsi sempre disponibili nei confronti di coloro che poi non spenderanno nel proprio esercizio e/o non usufruiranno dei propri servizi».

Ed infine, fare "rete" con gli altri operatori al fine di diffondere e promuovere la buona accoglienza ed il territorio.

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