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Agricoltura & Immigrazione, Cerciello (AgriEthos): “Capolarato, servono norme più severe»

Agricoltura & Immigrazione, Cerciello (AgriEthos): “Capolarato, servono norme più severe»

Per il presidente del Centro Studi AgriEthos, il vero dramma sono i braccianti regolari sottopagati

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

“Il capolarato calpesta la dignità della persona umana: va combattuto senza tregua con norme più efficaci di quelle del 2016”. Lo afferma il presidente del Centro Studi e Ricerche sul Sistema Agroalimentare “AgriEthos”, Luigi Cerciello Renna, tra i massimi esperti italiani di sicurezza agro-ambientale.

Il giurista, di origini campane, interviene per delineare il rapporto tra agricoltura e immigrazione dopo l’assassinio del bracciante originario del Mali, Soumaila Sacko: “Soumaila - afferma - era un immigrato regolare e, in particolare, un regolare lavoratore dei campi. Come lo sono tanti altri braccianti che in Italia sono arrivati dall’estero e, sebbene numericamente in calo, anche nostri connazionali. Eppure, è stato assassinato mentre stava creando una baracca fatta di misere lamiere di scarto. Ennesima e cruenta testimonianza che il lavoro nei campi e nelle serre non assicura condizioni di vita decenti e adeguata retribuzione, al punto da non consentire di permettersi un alloggio. E lo sfruttamento lavorativo è una piaga, reale e diffusa, che non risparmia neppure i nostri concittadini”. “Tantissimi imprenditori e datori di lavoro senza scrupoli - continua - non esitano ad assoggettare la dignità di operai e braccianti alle loro mire”.

 “Si tratta di un vero e proprio atteggiamento criminogeno - conclude Cerciello Renna - che non solo favorisce l’attecchimento delle mafie, ma rende strutturali le distorsioni delle filiere. Il Legislatore nel 2016 ha previsto la responsabilità penale non solo dei caporali ma anche dell’utilizzatore o del datore di lavoro, ma si tratta di un intervento che non soddisfa in pieno. La nuova norma mira in gran parte a tutelare la libertà personale di chi lavora in termini di trattamento più umano, residuando però gli aspetti di tutela economica dei lavoratori stessi”.

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