A cura della Redazione

Il Comune di Torre Annunziata chiede la soppressione della tratta ferroviaria Torre Annunziata Centrale-Castellammare di Stabia, il consigliere comunale di LeU della città stabiese (e coordinatore campano di Sinistra Italiana), Tonino Scala, non ci sta.

«E' un assurdo, considerato che nel mondo si costruiscono rotaie mentre dalle nostre parti si vogliono chiudere le tratte ferroviarie - dice Scala -. L'atto proposto dal sindaco Vincenzo Ascione e dalla giunta ha dell'incredibile. Da anni si insegue questo intento scongiurato solo grazie alla caparbietà "di comitati e pendolari”. La tratta è utilizzata da turisti e da cittadini dell'area, in particolare da studenti e lavoratori per cui ricopre un'importante funzione sociale. Nel mentre, il progetto per la "Tramvia" che fine ha fatto? Ottimo, certo, ma resta un progetto per cui quando sarà trasformato in realtà ne riparleremo. Per queste ragioni presenterò una risoluzione in Consiglio comunale per dire "no"  a quest'atto che si rivela alquanto insensato e dannoso».

Scala non le manda di certo a dire, bollando come «"scienziati"» (in senso ironico, ovviamente) i politici torresi. «Da anni "Trenitalia" prova ad eliminare questa tratta. Sono anni che in tanti, con sforzi, siamo riusciti ad evitare questa decisione, lavorando con tutti gli enti preposti per rendere un servizio più efficiente, con più corse, fermate e mezzi, ma più leggeri, di meno impatto e più funzionali - prosgeue l'esponente di LeU -. Bisogna lavorare per ottenere una linea moderna che possa essere una ricchezza e non un disagio, ma la richiesta del Comune di Torre Annunziata è la cosa più facile da ottenere: la chiusura. La miopia di una classe politica per fare questo bel regalo a "Trenitalia" e a chi vuole fare un dono alle imprese che provano a mettere le mani, da troppi anni, su quel pezzo di città. La sfida deve essere quella di provare a ridurre le auto potenziando il trasporto su ferro e su gomma. Penso che sia ancora valido e possibile realizzare quel famoso progetto relativo alla mobilità dolce e alternativa fermo nei cassetti del Comune e della Regione».

Per Scala sarebbe quasi oltraggioso eliminare la tratta ferroviaria in questione, «un pezzo di storia, nata nel 1839 durante il Regno dei Borbone, ad opera delle Ferrovie dello Stato collegando due centri vitali dell'intera area costiera: Castellammare a Torre Annunziata. Questa deliberà la contrasterò con tutte le mie forze perché è innanzitutto un atto ignorante, retrogrado e anacronistico. Mentre nel mondo si aprano tratte ferroviarie, si costruiscono metropolitane, nella provincia a sud di Napoli la giunta di Torre Annunziata vuole chiuderle. Non ho parole, mi indigno!  Combettarò con tutte le forze a mia disposizione - conclude - questo atto insieme a quanti intendono non rassegnarsi a questo terribile stato di cose».

Per essere sempre aggiornato clicca "Mi Piace" sulla nostra pagina Facebook