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Il "nuovo" Grande Progetto Sarno, le critiche della senatrice La Mura: «Sarà ancora più aggressivo per il territorio»

Il "nuovo" Grande Progetto Sarno, le critiche della senatrice La Mura: «Sarà ancora più aggressivo per il territorio»

"Rivisitata" la versione iniziale: più opere idrauliche

Aggiornato il (2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Per la senatrice pentastellata Virginia La Mura, il nuovo Grande Progetto Sarno, approvato e rifinanziato in sede europea, che nasce presumibilmente come “nuova versione” del vecchio (vale a dire dando per scontata la realizzazione della seconda foce), «sarà un'opera ancora più aggressiva», che non tiene conto dell’impatto ambientale e delle modifiche - urbanistica e paesaggistica - del territorio del quartiere di Rovigliano di Torre Annunziata.

Notoriamente il M5S e le associazioni ambientaliste (come i comitati che si battono contro la seconda foce) hanno sempre contestato il progetto proposto (ed evidentemente ampliato) in Regione Campania. Ora l’importo dello stanziamento di fondi europei fa presupporre che si intende insistere su questo versante, aggiungendo altre opere che imporranno il ricalcolo del bilancio idraulico, dal momento che dovrebbe essere maggiormente potenziata (e quindi avere una portata superiore) la seconda foce costituita dal canale Bottaro.

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Iniziativa che secondo Virginia La Mura (che fa parte della Commissione Ambiente del Senato) presuppone un’opera idraulica ancora più aggressiva per l’ambiente (probabilmente perché prevede più cemento). La Mura annuncia che si prefigura un aumento del cento per cento di interventi, con una spesa che passa dai 217 ai 400 milioni di euro. L’alternativa da tempo proposta dalle associazioni che contestano la seconda foce è quella di intervenire con il disinquinamento ambientale, che include il dragaggio del letto del fiume Sarno (specialmente alla foce). E’ chiaro che con questa seconda scelta nasce il problema dello smaltimento dei fanghi inquinati ma in certi casi potrebbe essere preferibile prendere il toro per le corna piuttosto che girargli intorno. «Dobbiamo occuparci di disinquinare e contemporaneamente sederci ad un tavolo con i cittadini e le istituzioni per decidere il miglior progetto possibile per il fiume Sarno, strategico anche per il progetto di sviluppo della Buffer zone», ha detto la parmanetare pompeiana.

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