A cura di Mario Cardone

Il distretto turistico della "Grande Bellezza" è il progetto di valorizzazione dei beni archeologici vesuviani (patrimonio Unesco) e del Miglio d’oro, elaborato col contributo degli attivisti del M5S e della popolazione del territorio che ha partecipato numerosa ai meeting organizzati dal Movimento per divulgarlo e condividerlo. Parliamo dello stesso progetto elaborato in questi ultimi anni da Luigi Gallo e Virginia La Mura, portavoce pentastellati alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica (il primo come presidente della commissione Cultura, la seconda nella commissione Ambiente). Il progetto della Grande Bellezza punta alla valorizzazione dei siti culturali vesuviani di rinomata grandezza nell’ambito della riqualificazione ambientale e paesaggistica complessiva della Costa del Vesuvio, in un contesto di rinascita urbanistica e rilancio dei servizi (come il trasporto locale e le aree parcheggio) senza tralasciare le aree interne.

Alla luce di queste premesse, va inquadrato il contributo critico dei consiglieri regionali campani M5S nel dibattito che da sei anni si porta avanti riguardo al progetto di hub ferroviario a Pompei e gli altri interventi di accoglienza turistica e servizi nella cosiddetta buffer zone. In pari tempo ha suscitato grandi manifestazioni popolari di contestazione il Grande Progetto Sarno, elaborato in sede regionale, riguardo alla realizzazione della seconda foce, che cementificherebbe il litorale delle costiera di Rovigliano a Torre Annunziata.

Riguardo la iniziative che in una recente intervista ha annunciato il delegato regionale Pd alla buffer zone, Mario Casillo, la senatrice Virginia La Mura ha osservato: “Casillo sta blindando il progetto della buffer zone e il Grande Progetto Sarno nonostante ci sia da parte nostra una ben nota elaborazione sviluppata su un diverso piano di condivisione popolare. E' chiaro che ora che siamo al governo li valuteremo (i progetti, ndr) ma senza venir meno agli impegni che abbiamo preso con i nostri elettori”.

Per quanto riguarda l’iniziativa di riattivazione del Canale Conte di Sarno, che fu chiuso perché passava sotto gli scavi di Pompei, esso rientra nel Grande Progetto Sarno di mitigazione del rischio idraulico, precedentemente finanziato per 217 milioni di euro ed ora portato a 400 milioni di euro. Virginia La Mura già si dichiarò negativamente al riguardo. Ora tiene a precisare. “Sulla questione non riusciamo in Regione a dire la nostra anche se poi vengono strumentalizzate le argomentazioni contenute nel dossier, che presentammo in commissione ecomafie. A riguardo preciso che non sono riuscita, fino ad oggi, a consultare il progetto tecnico integrale, sebbene ne abbia fatto richiesta all’ufficio competente della Regione Campania già dallo scorso aprile”.

Sembrerebbe che detto progetto comporti la realizzazione di un’opera idraulica per bypassare gli scavi di Pompei, portando fino alla spiaggia di Rovigliano le acque dei paesi alle pendici del Vesuvio che si aggiungerebbero a quelle della seconda foce. “La Regione si è servita delle nostre argomentazioni per incrementare l’importo del finanziamento, senza consentirci di fornire il nostro contributo di idee, fondate sulla centralità di ruolo dell’Ente Parco del Sarno nella realizzazione di opere di bonifica. Al contrario il nuovo progetto comporta ancora più cementificazione mentre il M5S sostiene la depurazione e il dragaggio del fondo del fiume Sarno. E’ una delibera regionale - conclude la senatrice - che implementa l’importo di spesa con l’obiettivo della cementificazione totale di una spiaggia a sabbia nera di origine vulcanica, sita su un tratto di costa vesuviana che è tra i più belli del mondo”.

Alla fine, secondo la dinamica senatrice pentastellata, “il canale Conte di Sarno, al posto della seconda foce, è una vera e propria operazione di camouflage, un trucco per riattivare un vecchio e sepolto progetto che aveva come scopo il drenaggio delle acque nere e bianche dei paesi vesuviani del versante di San Giuseppe, Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase, che non sono dotate di reti fognarie collettate al depuratore. Ne consegue che al momento - conclude La Mura - è una pia illusione che nel canale Conte di Sarno ci finisca esclusivamente acqua piovana”.

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