A cura di Antonio Gagliardi

Lo sgombero del campo rom dell’ex scuola Morrone, con decine di famiglie andate via dal luogo dove vivevano da anni, ha portato con sé sofferenza, miseria e dolore. Ma tra le mura decrepite dell’edificio che le ospitavano è spuntato un raggio di sole, una storia a lieto fine raccontata dalle parole della stessa protagonista, una donna animalista che preferisce mantenere l’anonimato, e che per l’occasione chiameremo Carmela.

«Da giorni avevamo avuto segnalazioni di cani che abbaiavano, soprattutto durante la notte, nel campo rom - inizia Carmela -. Così insieme ad altri amici ci siamo recati nell’ex scuola Morrone per cercare di individuare da dove provenissero i latrati. Dopo un po’ di tempo abbiamo individuato il posto: un locale chiuso da una porta dove all’interno c’era una cagna con tre cuccioli, allo stremo delle forze, senza cibo e acqua da cinque giorni. Probabilmente chi li possedeva, non potendoli portare con sé, aveva deciso di lasciarlì lì. Appena ci hanno visti, nonostante le scarse energie, ci sono venuti incontro in cerca di qualcosa da mangiare. Li abbiamo rifocillati per bene e subito dopo portati via da quel luogo di desolazione. Ora sono in stallo presso una famiglia ma contiamo di darli in affidamento dopo i 60 giorni con regolare libretto veterinario e preaffido. Sono tre maschietti di futura taglia media, tre polpettoni...».

Una storia a lieto fine, grazie all'intervento di una donna e del suo grande amore per gli animali. L'attività di volontariato di tante associazioni e persone che si prendono cura di cani e gatti sul territorio e veramente lodevole. Seppur con scarse risorse, riescono a fronteggiare situazioni davvero difficili, contribuendo, con le sterilizzazioni, a limitare le nascite di cani e gatti randagi.

Prossimamente, un viaggio all'interno di questo mondo inesplorato...

(Nella foto, i tre cucciolotti)

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