A cura di Antonio Gagliardi

Via Mauro Morrone: venerdì 3 maggio il comune di Torre Annunziata dirama un comunicato nel quale avvisa la cittadinanza che da lunedì 6 maggio in tale strada (a senso unico) non sarà più possibile parcheggiare sul lato sinistro della carreggiata per la creazione di un percorso delimitato da paletti parapedonali.

Domenica, neppure 48 ore dopo, un altro comunicato ne sospende l’esecutività. Cosa sarà accaduto in un lasso di tempo così breve da spingere l’assessore alla Viabilità Gaetano Veltro a ritornare sui suoi passi? La protesta di qualche residente impossibilitato a trovare un posto per parcheggiare la propria auto? Se fosse così, come almeno sembra, la cosa ci lascia alquanto perplessi.

Un amministratore, quando assume una decisione, deve prima valutare attentamente i pro e i contro del provvedimento da adottare, e solo quando l’ago della bilancia pende a favore dei pro, dà il via all’operazione. Partendo, però, da un dato di fatto: non esistono decisioni in grado di accontentare tutti. Un buon amministratore, qualsiasi sia la decisione da adottare, non deve mai guardare all’immediato. Se così fosse, tutto resterebbe fermo. Deve avere, invece, la capacità (ed è questa la differenza tra un bravo e un mediocre amministratore) di guardare più lontano dal suo naso. Un esempio per tutti. Quando il sindaco  di Napoli Antonio Bassolino pedonalizzò piazza del Plebiscito, che altro non era che un’immensa area adibita a parcheggio, si levarono cori di protesta da parte di tutti i commercianti della zona, oltre naturalmente di chi gestiva le centinaia di posti auto.  Ma non ci fu protesta che tenne, Bassolino rimase fermo sulla sua decisione. A distanza di anni i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ora non c’è un solo commerciante che tornerebbe indietro nel tempo.

L’assessore Veltro ha valutato bene tutte le conseguenze del provvedimento adottato? Se sì, allora perché ha cambiato idea? Se poi si è reso conto solo successivamente che qualcosa non andava nella sua decisione, allora avrà peccato sicuramente di superficialità.

Il comunicato parla però di sospensione e non di revoca dell’ordinanza. Ciò che vuol dire? Non lo abbiamo capito, ma non vorremmo che alla fine si arrivasse al solito compromesso all’italiana, che non farebbe altro che scontentare tutti.

Ma entriamo nel merito del provvedimento. Via Morrone è una strada a senso unico con marciapiedi quasi inesistenti (basta guardare la foto). Attualmente si può sostare su di un lato della carreggiata, quindi ne consegue che una mamma con un passeggino o un disabile in carrozzella devono per forza di cose transitare per strada, con un alto rischio per la loro incolumità. Creare pertanto una zona pedonale, limitata da paletti, ha più che un fondamento. Tale dispositivo, però, non permetterebbe più la sosta lungo il marciapiede, con la perdita di decine di posti auto. Ecco allora una prima valutazione da fare. Cosa è meglio, salvaguardare l’incolumità delle persone abbattendo le barriere architettoniche (a proposito Torre Annunziata, insieme a Massa Lubrense, sono le uniche due città campane che hanno aderito al PEBA - Piano di eliminazione barriere architettoniche - sponsorizzato dal nuotatore disabile torrese Salvatore Cimmino), oppure privilegiare chi ha un’auto e non sa dove parcheggiarla? Noi propendiamo per la prima soluzione, anche se permane il problema della carenza delle aree di parcheggio, soprattutto al centro della città. Però dobbiamo anche dircela tutta.  Noi torresi abbiamo una cattiva abitudine, quella di non fare un passo senza l’utilizzo delle quattro ruote. Se camminassimo più a piedi, il che non sarebbe un male per la nostra salute, lasciando l’auto nel garage (per chi ce l’ha), ci sarebbe sicuramente una maggiore disponibilità di posti per poter parcheggiare lungo le strade cittadine. Se i commercianti di corso Vittorio Emanuele sostassero la loro auto sulla darsena dei pescatori, e quelli di corso Umberto I lungo la litoranea Marconi o sul campo sportivo (per chi si trova più a nord), facendo poche centinaia di metri a piedi per raggiungere i loro negozi, si libererebbero decine di posti auto lungo le due arterie principali della città, con un beneficio anche per le loro attività.

Se, infine, immaginiamo una città diversa, più proiettata verso il futuro, con ampie zone a traffico limitato (Ztl), sarebbe opportuno, per non dire necessario, sin d’ora incominciare a individuare alcune aree della città dove progettare per poi realizzare ampi parcheggi.

Un’ultima considerazione. Via Morrone non è l’unica strada “vietata” ai pedoni. Ce ne sono altre che presentano lo stesso problema. Tra quelle più trafficate ci sono via Carlo Poerio, dall’incrocio con via Delle Vigne fino a via Vittorio Veneto; via IV Novembre, da piazza Cesàro fino all’incrocio con via Dante, dove c’è anche il doppio senso di marcia, e via Iacono, nel tratto tra piazza De Nicola e via Vittorio Veneto, anche se sul lato sinistro del senso di marcia c'è un piccolo marciapiede ma non sufficiente per il passaggio di una carrozzella per disabile.

Per essere sempre aggiornato clicca "Mi Piace" sulla nostra pagina Facebook