A cura di Antonio Gagliardi

Spolettificio Esercito, un protocollo di intesa per una diversa destinazione d’uso di parti dello Stabilimento militare.

Stamattina il Consiglio comunale oplontino ha ratificato il documento varato nel maggio scorso tra comune di Torre Annunziata, Ministero della Difesa, Agenzia del Demanio e Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac).

La valorizzazione dell’ex Real Fabbrica d’Armi, dello Spolettificio e dell’area archeologica Oplontis rappresenta uno dei principali obiettivi previsti dal Piano strategico per la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali, nonché del turismo. A ciò si aggiunge la stridente esigenza di migliorare il livello di fruizione  e di sviluppo del sito archeologico Oplontis, con l’individuazione di struttura di accoglienza, spazi espositivi e aree parcheggio, per personale e visitatori, finalizzata a individuare ed eventualmente valorizzare la restante parte del sito archeologico di Oplontis.

Secondo il protocollo, che ha valore per 5 anni, il Mibac prenderà in consegna dall’Agenzia del demanio le aree dello “Stabilimento Militare Spolette”, contrassegnate dalla Zona 1 (colore viola), che comprendono i due cortili Vanvitelliani con gli immobili esistenti e la fascia dello stabilimento confinante con via Sepolcri fino a via Vittorio Veneto (per il proseguimento dei scavi)

Il comune di Torre Annunziata avrà a disposizione il sottopasso pedonale che collega via Eolo a corso Garibaldi (contrassegnato con colore azzurro) e l’area a nord dello stabilimento confinante con via Vittorio Veneto e via Sepolcri (colore azzurro), da adibire a parcheggio per pullman turistici.

L’area contrassegnata in giallo sarà a disposizione dell’Agenzia del Demanio, ma potrà essere riutilizzata da altre Amministrazioni dello Stato che ne facessero richiesta, mentre quella in bianco continuerà ad essere gestita dal Ministero della Difesa.

Il protocollo di intesa approvato dal Consiglio comunale rappresenta solo il primo passo verso la trasformazione graduale di un’area di circa 80 mila metri quadrati posta in una situazione strategica, a ridosso degli Scavi di Oplonti, a pochi metri dalla stazione della Circumvesuviana e dalla quella delle Ferrovie dello Stato, a ridosso del porto e degli stabilimenti balneari, ma con un’attività industriale molto ridimensionata nel corso degli anni (attualmente il personale impiegato conta meno di cento unità e nel giro di qualche anno il numero tenderà a ridursi drasticamente, considerato che le ultime assunzioni risalgono al 1982).

Al momento l’unica cosa certa è la realizzazione di un grande museo  archeologico nella Real Fabbrica d’Armi, che dovrebbe ospitare reperti di Pompei, Oplonti ed Ercolano. Ma la valorizzazione del sito militare avrebbe effetti benefici soprattutto in termini di trasformazione urbana dell’intera area. Non a caso in questi giorni era presente in città l’architetto spagnolo di fama mondiale Josep Acebillo, direttore dei progetti urbani per Barcellona (ha collaborato con il grande archietto Orol Bohigas), nonché progettista di interventi infrastrutturali e monumenti della città spagnola.