A cura di Antonio Gagliardi

E’ di qualche giorno fa la lettera che il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione ha indirizzato ai giovani chiedendo un atto di responsabilità da parte loro, visto il peggioramento della situazione epidemiologica nella nostra città.

Certo, Torre Annunziata sta meno peggio di molti comuni a noi vicini, ma questo non vuol dire assolutamente abbassare la guardia, anzi.

Purtroppo l’invito del sindaco è caduto, per la maggior parte dei casi, nel vuoto.

E’ bene fare una premessa. Qui non si vuole assolutamente limitare la libertà di nessuno, né tantomeno infierire sui giovani. Quello che si chiede è il rispetto di due, semplici regole: indossare la mascherina e mantenere le distanze tra più persone.

Puntualmente, però, esse vengono disattese. Bastava recarsi ieri sera (sabato 7 novembre) in via Gino Alfani (foto) e notare gruppi di ragazzi accalcati l’uno contro gli altri e quasi tutti senza mascherina.

Allora mi chiedo: è così difficile da capire che un ragazzo è un potenziale vettore di contagio e che una volta tornato a casa può trasmettere l’infezione a genitori e/o nonni, molto più vulnerabili rispetto a lui? Eppure questo messaggio non riesce a passare.

Allora mi faccio latore di un invito agli insegnanti di scuola. Prima di iniziare le lezioni in remoto, pronunciate questa frase ai vostri alunni: “La mascherina e il distanziamento possono salvare la vita ai tuoi cari. Se li ami, PROTEGGITI”.

A volte gli slogan fanno molta più presa di tante raccomandazioni…