Attenzione, rispetto e consapevolezza. Bina Balzano si è avvicinata così a “Ferdinando” di Annibale Ruccello, un testo che ci possiamo spingere a definire “profanamente sacro” entrato di prepotenza nella storia del teatro contemporaneo nonostante la data di nascita: 1985. La regista torrese, fondatrice della compagnia “Medea” di Torre Annunziata, ha proposto con coraggio la versione integrale del lavoro più celebre del drammaturgo stabiese prematuramente scomparso proprio nell’anno della sua prima rappresentazione, 1986.
La precoce genialità nella scrittura e nella ricerca avevano portato Annibale Ruccello a firmare e a mettere in scena diverse opere teatrali. “Ferdinando” non è solo l’ultima, ma sicuramente la più profonda, densa di riflessioni e di suggestioni, articolata e complessa nella struttura e nella tematica.
La Compagnia Medea ieri sera ha portato in scena “Ferdinando” al Teatro Buon Consiglio di Torre Del Greco riuscendo a propagare all’attenta e, in alcuni frangenti, stupita platea la profondità di un testo dove emerge il disprezzo per una nuova cultura piccolo borghese che si andava affermando dopo l’unità d’Italia.
La storia è ambientata nella campagna vesuviana nell’agosto del 1870. La protagonista è Donna Clotilde, baronessa borbonica. Rimasta vedova, si è rifugiata in una villa sulla costa dove passa le giornate a letto fra improbabili rosari e discutibili medicine, cercando di convincere i suoi interlocutori di essere in fin di vita. Ad assisterla nelle funzioni di domestica e dama di compagnia è Gesualda, cugina povera, inasprita dal nubilato, ma amante di Don Catellino, sacerdote di famiglia che tutti i giorni, alla stessa ora, ha l’abitudine di andare a bere un bicchierino al capezzale della presunta inferma.
A sconvolgere l’arenato e cupo equilibrio domestico provvede Ferdinando, sedicenne dalla bellezza prorompente che, rimasto orfano, viene mandato a vivere da Donna Clotilde di cui risulta essere un misterioso, lontano nipote. L’irrompere di Ferdinando funge da detonatore nella vicenda facendo esplodere dinamiche perverse tra i personaggi che metteranno in mostra tutte le loro debolezze, fragilità, deviazioni.
Anna Vitiello è riuscita a conferire al personaggio di Donna Clotilde il taglio efficace per dettare i tempi fondamentali del racconto. Leonilde Mellone ha catturato, assorbito e metabolizzato Gesualda restituendola in un’interpretazione semplicemente superba. Enrico Castellano ha sovrapposto con sagacia, destrezza e convinzione tutte le complesse sfumature di Don Catellino. Angelo Pepe, infine, ha donato un Ferdinando raffinato e impetuoso, persuasivo e irruente: semplicemente perfetto.
«E’ una storia assai contorta – afferma la regista Bina Balzano – che coinvolge i personaggi con i loro vizi e difetti e che rimangono senza maschera, come d’altronde succede all’essere umano nudo nel proprio habitat. Gli attori, tutti appassionati di teatro e giocolieri dei sentimenti di questi personaggi, con la loro interpretazione mettono in risalto la maestosità del lavoro di Annibale Ruccello».
La Compagnia Medea riproporrà “Ferdinando” di Annibale Ruccello venerdì 16 maggio 2025, inizio ore 20.30, al Teatro San Francesco di Torre Annunziata nell’ambito della rassegna teatrale “Premio Monsignor Raffaele Russo”.
(Foto di Antonello Selleri. Nell’immagine principale da sinistra Angelo Pepe, Anna Vitiello, Bina Balzano, Leonilde Mellone e Enrico Castellano).


