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Torre Annunziata - Affetto, riconoscenza, ammirazione: una targa per il maestro Lucio Zurlo

Salvatore Cardone 2 min di lettura · Aggiornato il
Torre Annunziata - Affetto, riconoscenza, ammirazione: una targa per il maestro Lucio Zurlo

Gliel'ha consegnata il sindaco Cuccurullo in occasione della presentazione del libro a lui dedicato

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Agli inizi degli anni Sessanta un giovane maestro di pugilato ebbe la grande intuizione di aprire una palestra in uno dei quartieri più degradati di Torre Annunziata, la "Provolera". Lì non c'erano associazioni che praticavano attività sportive, ma solo ragazzini che si divertivano per strada a giocare a pallone, abbandonati a se stessi. Quell'uomo si chiamava Lucio Zurlo e a poco a poco riuscì ad attirare nella sua palestra di via Parini tanti giovanissimi appassionati di boxe, sottraendoli ai pericoli e alle insidie di una vita ai margini della legalità. Incitandoli a frequentare la scuola, perché aveva come obiettivo anche la lotta alla dispersione scolastica presente in quel quartiere.

All'inizio fu una lodevole iniziativa per far praticare uno sport sano, anche se duro, a quei ragazzi,  sostituendosi alle istituzioni e dando loro un luogo di aggregazione dove si insegnavano anche le regole del vivere civile. Ma Lucio era un visionario, uno che aveva sùbito compreso che quella palestra poteva offrire un futuro a molti di loro e che, attraverso quello sport, avrebbero trovato la strada verso il successo e una vita migliore. Così, a cominciare dal figlio Biagio, nacquero tanti campioni di pugilato e persino una ragazzina, Irma Testa, riuscì a farsi spazio in quello sport considerato solo "maschile".

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I successi del maestro Lucio Zurlo

In sessant'anni i primati raggiunti dagli allievi di Lucio sono stati innumerevoli, da titoli italiani e europei alle affermazioni a livello mondiale, alle partecipazioni e vittorie alle Olimpiadi dove per la prima volta una donna, la "grande Irma", ha conquistato una medaglia. Non esiste in Italia e forse in Europa e nel mondo un esempio simile, di un semplice maestro di pugilato che in una palestra non molto attrezzata e senza finanziamenti e sponsor, ha raggiunto vette così alte nella "nobile arte".

Il libro e la targa dedicati al Maestro

Ad immortalare sulle pagine di un libro la leggendaria impresa di Lucio Zurlo ci ha pensato un giornalista napoletano, Antonio Lamorte, con il suo saggio “Il Maestro. Vita, opere e cazzotti di Lucio Zurlo, gentiluomo, e della Boxe Vesuviana", presentato ieri, giovedì 10 luglio, al Comune di Torre Annunziata alla presenza del sindaco Corrado Cuccurullo, dell'amministrazione comunale, di campioni di pugilato come Clemente Russo, Patrizio Oliva, della "pupilla" Irma Testa e di tanti altri. Il primo cittadino ha donato a Lucio una targa che testimonia l'affetto, la riconoscenza e l'ammirazione di tutti i Torresi per un uomo che ci ha resi orgogliosi nel mondo di essere suoi concittadini.

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