Non si placa la polemica tra il Savoia 1908 FC e l’Amministrazione comunale di Torre Annunziata sulla chiusura del bar all’interno dello stadio Alfredo Giraud. Alla protesta formale avanzata dalla società, che lamenta l’impossibilità di garantire un punto di ristoro agli spettatori durante le gare casalinghe, ha fatto seguito la risposta del competente dirigente comunale, secondo cui lo svolgimento delle partite dei campionati afferenti alla Lega Nazionale Dilettanti può avvenire anche senza tale servizio, non essendo previsto come obbligatorio dai regolamenti.
Una posizione che il club oplontino respinge con forza, affidando la propria replica a una nota dai toni durissimi, in cui viene contestata non solo la decisione amministrativa, ma soprattutto la visione che l’Amministrazione avrebbe del ruolo del Savoia e della sua tifoseria.
Secondo la società, il messaggio che emerge è chiaro: il Savoia 1908 e i suoi sostenitori vengono considerati “semplicemente dilettanti” e, in quanto tali, non meritevoli di servizi adeguati all’interno dell’impianto sportivo. Un’affermazione che, pur formalmente corretta sul piano regolamentare – la LND non impone l’obbligo di un punto ristoro – viene giudicata dal club fuori dalla realtà.
I regolamenti generali, sottolinea la società, valgono per realtà che giocano davanti a poche decine di spettatori, non per piazze storiche che muovono centinaia o migliaia di persone, famiglie e bambini. Il Savoia, si legge nella nota, non è un’eccezione improvvisata: lo dimostrano anni di provvedimenti di Prefetture e Questure di tutta Italia, che hanno classificato le partite del club come eventi a rischio elevato, non assimilabili a una normale realtà dilettantistica.
Da qui il paragone con altre grandi piazze del calcio italiano che, pur militando in Serie D, come Catania, Taranto, Siracusa o Trapani, rappresentavano un “altro mondo” rispetto al dilettantismo ordinario.
La società si rivolge poi direttamente al sindaco e al dirigente comunale, ponendo una serie di domande provocatorie: “Dove vivete? Avete figli? Li portate allo stadio?”. E aggiunge: se lo facessero, dovrebbero spiegare loro che allo stadio di Torre Annunziata non è possibile acquistare nemmeno una bottiglietta d’acqua e che, in caso di sete, ci si deve arrangiare nei bagni.
È questa, si chiede il club, l’idea di stadio moderno? È questa l’idea di città all’avanguardia? Ed è questo il rispetto dovuto a una tifoseria che da oltre un secolo rappresenta Torre Annunziata in tutta Italia?
Il Savoia 1908 rivendica di aver chiesto collaborazione, soluzioni temporanee e buon senso, dichiarando piena disponibilità e coinvolgendo tutte le autorità competenti. In risposta, sostiene il club, sarebbe arrivato prima il silenzio e poi una nota che, nella sostanza, inviterebbe la società ad arrangiarsi perché “dilettante”.
“Questa non è burocrazia – conclude duramente la nota – è distacco dalla realtà. È mancanza di rispetto verso una comunità intera. Povero il Savoia, certo. Ma soprattutto povera Torre Annunziata, se questa è la visione di chi la amministra”.
Una presa di posizione che riaccende il confronto politico e istituzionale attorno allo stadio Giraud e al ruolo che il calcio, e il Savoia in particolare, continuano a rappresentare per la città.
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