Il documento con cui tredici consiglieri di maggioranza e l’intera Giunta comunale hanno espresso pieno e incondizionato sostegno al sindaco Corrado Cuccurullo, all’indomani dell’invio della Commissione di accesso al Comune di Torre Annunziata, rappresenta una presa di posizione politica netta, che però solleva più di una riflessione sul piano istituzionale.

Il primo dato politico è la compattezza dichiarata della coalizione, seppur non totale, come dimostra l’assenza delle consigliere Antonietta Colletto (Pd) e Maria Di Maio (+Europa). Un dettaglio tutt’altro che marginale, perché segnala che l’unità rivendicata nel documento non è unanime e che, all’interno della maggioranza, esistono sensibilità diverse rispetto alla strategia da adottare in una fase così delicata.

Il comunicato punta a ribadire tre concetti chiave: legalità, discontinuità rispetto al passato e fiducia nell’operato dell’Amministrazione. Tutti elementi legittimi sul piano politico, ma che rischiano di entrare in tensione con la natura stessa della Commissione di accesso. Quest’ultima, infatti, non nasce per certificare a priori la bontà di un’azione amministrativa, ma per verificarla nel merito, analizzando atti, procedure e assetti organizzativi dell’ente.

È proprio qui che si innesta il nodo principale dell’analisi. Una difesa politica preventiva, per quanto motivata dall’esigenza di rassicurare la cittadinanza e contrastare il clima di sfiducia, può essere letta come un tentativo di blindare politicamente l’azione dell’Amministrazione, anziché lasciare che siano i fatti e i documenti a parlare. Il rischio è quello di spostare il confronto dal piano tecnico-istituzionale a quello politico, personalizzando una vicenda che riguarda l’ente nel suo complesso.

Particolarmente significativa è l’insistenza sulla “netta discontinuità” con le vicende del passato. Un concetto che, però, non può essere affermato solo sul piano delle dichiarazioni, ma deve emergere in modo concreto e verificabile dagli atti amministrativi, dalle scelte organizzative e dalla gestione quotidiana della macchina comunale. Sarà la Commissione, e non la politica, a stabilire se questa discontinuità sia reale o solo rivendicata.

Anche il richiamo all’unità d’intenti e alla volontà di non rallentare i progetti in corso – dai fondi PNRR alla riqualificazione del territorio – va letto con attenzione. Se da un lato rassicura sul prosieguo dell’azione amministrativa, dall’altro rischia di apparire come una sottovalutazione dell’impatto istituzionale che una Commissione di accesso inevitabilmente produce sulla vita dell’ente.

In definitiva, il documento fotografa una maggioranza che sceglie la linea della coesione politica e della difesa dell’operato del sindaco, ma lascia aperta una domanda cruciale: questa strategia aiuta davvero Torre Annunziata a superare una fase così complessa o rischia di irrigidire il quadro, rafforzando l’idea di un sistema politico chiuso a ogni forma di autocritica?

La risposta non arriverà dai comunicati, ma dal lavoro della Commissione di accesso. Ed è su quel terreno, fatto di atti, trasparenza e collaborazione istituzionale, che si misurerà la reale capacità dell’Amministrazione di restituire alla città quella serenità e quella credibilità invocate nel documento.