Ieri, a Boscoreale, è stata ufficializzata l’adesione del Movimento Vesuvio Libero, insieme alle realtà dell'area vesuviana, associazioni e comitati ambientalisti di Napoli, Caserta, e del Bacino Idrografico Del Fiume Sarno, al Forum per la Sentenza CEDU.
La recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo rappresenta un passaggio storico: per la prima volta l’Europa riconosce formalmente il danno subito dai cittadini che vivono nella cosiddetta “Terra dei Fuochi” e afferma l’obbligo dello Stato di intervenire ogni volta che venga rilevato un pericolo concreto per la salute pubblica.
Dal Sarno al Vesuvio emerge con forza la necessità di un monitoraggio continuo e strutturato dello stato di salute della popolazione. Numerosi studi scientifici, tra cui quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, del Progetto Sentieri e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, evidenziano un aumento della probabilità di insorgenza di patologie, in particolare oncologiche, nelle aree prossime a fonti di inquinamento ambientale e siti di smaltimento illegale dei rifiuti.
Si pensi alle discariche abusive disseminate nel perimetro del Parco Nazionale del Vesuvio; alla spiaggia della Salera, a Torre Annunziata, dove è necessario comprendere, attraverso carotaggi e analisi ambientali, cosa si trovi sotto i cumuli di materiali in un’area che ospita un impianto di stoccaggio petrolifero a ridosso di un centro abitato. Oggi si sa che esistono strumenti epidemiologici e sanitari in grado di individuare in tempo reale eventuali cluster oncologici e anomalie statistiche nella distribuzione delle malattie. Tuttavia, questi strumenti possono essere realmente efficaci solo con la collaborazione attiva delle istituzioni, delle comunità scientifiche e dei cittadini.
«Invitiamo tutte e tutti a informarsi - afferma in una nota il Movimento Vesuvio libero -, a consultare gli studi disponibili e a partecipare a questo percorso di trasparenza e tutela della salute collettiva. Siamo disponibili a fornire materiali, dati e spiegazioni a chiunque voglia approfondire questi temi o contribuire a costruire una rete di monitoraggio civico e scientifico sul territorio».
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