Nel cuore del quartiere Peniniello, una delle zone più complesse di Torre Annunziata, domenica 25 gennaio si è vissuto un pomeriggio che ha unito fede, educazione e speranza. Protagonisti sette bambini della Chiesa Apostolica di Torre Annunziata, che hanno portato in scena una recita intensa e profonda, capace di andare ben oltre il semplice spettacolo teatrale.
Una rappresentazione curata nei minimi dettagli da Alina Cescofra e Maria Rosa Caraviello, che hanno saputo rileggere la favola di Pinocchio alla luce della Sacra Scrittura, offrendo alla comunità una vera e propria pièce teatrale in miniatura, accolta dagli applausi e dall’emozione dei presenti.
Il valore dell’iniziativa assume un significato ancora più forte se inserito nel contesto del Peniniello: un quartiere che convive quotidianamente con fragilità sociali, ma che grazie alla Chiesa Apostolica trova da anni un presidio educativo e umano.
Sotto la guida del pastore Nicola Medio, la Chiesa è diventata un punto di riferimento non solo spirituale, ma anche concreto: basti pensare al ruolo fondamentale nella distribuzione mensile dei pacchi alimentari del Comune di Torre Annunziata alle famiglie in difficoltà e alle numerose iniziative sociali portate avanti nel tempo.
La scelta di Pinocchio non è stata casuale. Il burattino di legno diventa metafora dell’uomo, del suo cammino, delle sue cadute e della possibilità di rinascita. Pinocchio nasce da un semplice pezzo di legno, come l’uomo tratto dalla polvere, Geppetto rappresenta Dio Padre, che crea per amore e dona tutto di sé, il grillo è la voce interiore che ammonisce. Pinocchio lo zittisce, come l’uomo che rifiuta la Verità. Il gatto e la volpe rappresentano le false promesse, ma alla fine c’è la vera comunione con Dio quando il burattino diventa bambino.
Un messaggio che parla a tutti: dal peccato alla libertà, dalla morte alla vita, dalla creatura al figlio. Un messaggio che, dal rione Peniniello, guarda lontano. Guarda alla speranza di un futuro migliore, dove non si hanno più i fili dei pregiudizi a legare come burattini, ma dove in ogni posto ci sono bambini felici e con un futuro ricco di speranza.
