C’è chi legge un articolo e riflette. E poi c’è chi lo legge e pensa: “Bella idea, quasi quasi la provo anch’io”.
Succede a Torre Annunziata, dove il marciapiede davanti alla banca Intesa Sanpaolo non è più solo un luogo di passaggio per pedoni, ma una vera e propria area sperimentale di urbanistica spontanea. Dopo il caso raccontato ieri – auto parcheggiata sul marciapiede con nonchalance degna di un corso avanzato di anarchia stradale – stamattina è arrivata la replica.
Stesso posto, stessa filosofia: il rispetto delle regole come optional, il codice della strada come genere letterario fantasy. L’articolo di ieri evidentemente non è stato interpretato come denuncia ironica, ma come invito all’azione. Un tutorial non richiesto: “Come parcheggiare ovunque e sentirsi comunque nel giusto”.
Il marciapiede, in questa nuova visione della città, non è più un’infrastruttura per i cittadini a piedi, ma un comfort extra per automobilisti frettolosi. Pedoni? Si arrangino.
A questo punto viene da chiedersi se non sia il caso di ufficializzare la cosa, con cartello “Parcheggio per i clienti frettolosi della banca”, magari anche con un parcometro a minuti. Perché quando una cattiva abitudine viene imitata così in fretta, non è più un errore: è una tradizione che nasce.
In attesa del terzo episodio – che ormai appare inevitabile – Torre Annunziata continua a distinguersi. Non per grandi opere o visioni futuristiche, ma per quella capacità tutta locale di trasformare una figuraccia in format seriale.
Prossimamente: parcheggio sulla soglia della banca con vista bancomat. Restate sintonizzati.
Gil Dariga
