Ancora minacce e intimidazioni contro Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, che denuncia un clima di odio sempre più preoccupante e annuncia di aver presentato una nuova segnalazione alle autorità competenti.
Sannino racconta di aver ricevuto ulteriori telefonate minatorie provenienti dallo stesso numero che termina con “0451”, lo stesso già segnalato in precedenti denunce. Secondo quanto riferito, dall’estate scorsa — in particolare a partire dai fatti di Tel Aviv — questa rappresenta la sesta denuncia presentata per aggressioni verbali e intimidazioni.
L’episodio più recente segna però, a suo dire, «un ulteriore salto di qualità» nella gravità delle minacce. La persona responsabile avrebbe telefonato ripetutamente per l’intera notte, inviando anche messaggi SMS contenenti riferimenti dettagliati ai familiari del presidente di Arcigay Napoli: i genitori anziani, i fratelli, il compagno e altri parenti. Un elemento che rende la vicenda ancora più inquietante è la presenza, negli ultimi messaggi, di riferimenti personali e dati geolocalizzati, circostanza che ha aumentato la preoccupazione per la sicurezza propria e dei suoi familiari.
In uno degli SMS comparirebbero inoltre frasi dal contenuto politico, antisemita e omofobo, con un attacco diretto anche alla segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein. Il tenore delle comunicazioni ricevute, sottolinea Sannino, «rende la situazione sempre più allarmante», soprattutto per il coinvolgimento esplicito della famiglia e, in particolare, dei genitori anziani e dei nipoti minorenni.
«È inaccettabile dover vivere in questo clima d’odio crescente», afferma il presidente di Arcigay Napoli, esprimendo seria preoccupazione per la propria incolumità e per quella dei suoi familiari. Le denunce presentate nelle ultime settimane sono ora all’attenzione delle autorità, chiamate a individuare i responsabili delle intimidazioni e a verificare l’origine delle minacce.
L’episodio riaccende l’attenzione sul tema delle aggressioni e delle intimidazioni rivolte ad attivisti e rappresentanti delle associazioni impegnate nella difesa dei diritti civili, fenomeno che negli ultimi mesi viene segnalato con crescente frequenza in diverse città italiane.
