A cura della Redazione

Sono passati tre anni da quella foto del 24 gennaio 2023 scattata all’interno del Comune di Torre Annunziata. Tre anni che, secondo quanto denunciato in un comunicato, segnano il passaggio da una fase di confronto e dialogo a una situazione fatta di silenzi e mancate risposte.

Nel documento, a firma di Emanuele Filiberto di Savoia, si ricorda come, all’epoca, “sulle sedie sedevano uomini dello Stato”, con cui era possibile confrontarsi, ottenere risposte e portare avanti un percorso condiviso. Un clima che, pur tra difficoltà e tempi non sempre rispettati, garantiva rispetto istituzionale e interlocuzione.

Oggi, invece, secondo quanto evidenziato, quello scenario sarebbe completamente cambiato. “È sparito il dialogo, sono sparite le risposte, sono sparite le porte aperte”, si legge nel comunicato, che parla di telefonate senza riscontro, PEC ignorate e richieste rimaste inevase.

Al centro della vicenda c’è la volontà dichiarata di “restituire il Savoia alla città”, un obiettivo che – si sottolinea – continua a essere perseguito nonostante le difficoltà. La società evidenzia anche una serie di criticità: promesse non mantenute, procedure in ritardo e bandi ritenuti tardivi o poco chiari.

Nel comunicato si fa riferimento anche a episodi considerati sospetti, come blackout e problemi strutturali verificatisi in concomitanza con partite importanti, pur senza accusare direttamente nessuno. “Noi non accusiamo, ma i fatti parlano”, viene precisato.

Un passaggio significativo riguarda il richiamo alla figura di Giancarlo Siani, nel quarantesimo anniversario della sua morte. “Noi siamo Giancarlo Siani”, viene ribadito, sottolineando l’impegno per la legalità e la trasparenza. Tuttavia, secondo quanto riportato, proprio dopo quella presa di posizione il dialogo con le istituzioni si sarebbe ulteriormente interrotto.

Per questo motivo, la vicenda è stata portata all’attenzione delle massime autorità istituzionali: il Presidente del Consiglio, i ministri dell’Interno, dello Sport e della Giustizia, oltre al Prefetto e al Questore di Napoli.

“Non è solo sport, è una questione di legalità e di Stato”, si legge nel comunicato, che si chiude con un messaggio chiaro: la società andrà avanti, dentro e fuori dal campo, “per i tifosi, per la parte sana della città e per il Savoia”.

(Nella foto, il Principe Emanuele Filiberto di Savoia con l'allora Commissione Straordinaria)

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