Una scena difficile da dimenticare, e ancora più difficile da giustificare. Durante la processione per celebrare la domenica delle palme a Torre Annunziata, guidata da don Ciro Alario, parroco del Santuario dello Spirito Santo, tra le stradine del quartiere, i fedeli si sono trovati a camminare in via Carducci completamente sommersa dai rifiuti. Sacchi abbandonati, spazzatura di ogni tipo: un contesto indecoroso che ha fatto da sfondo a un momento di raccoglimento e preghiera.
Un’immagine che suscita rabbia e amarezza. Le responsabilità sono evidenti e, purtroppo, diffuse. In primo luogo quelle di una parte dei residenti, protagonisti di comportamenti incivili ormai fuori controllo. Ma non si può ignorare il ruolo dell’amministrazione comunale, che nel concedere l’autorizzazione a una processione dovrebbe garantire condizioni minime di decoro, sicurezza e praticabilità delle strade. Allo stesso modo, la società incaricata della raccolta, Prima Vera, non può permettere che cumuli di rifiuti restino per giorni lungo le strade senza essere rimossi.
Nel frattempo, resta lo sdegno di chi ha partecipato alla processione: cittadini e fedeli costretti a pregare circondati dall’immondizia, in un clima che nulla ha a che vedere con la dignità e il rispetto che simili eventi meritano. È inevitabile chiedersi quale immagine della città sia stata trasmessa, anche a eventuali visitatori.
E qui il discorso si allarga. Da tempo si parla di rilancio turistico per Torre Annunziata, ma episodi come questo raccontano una realtà ben diversa. Non bastano eventi, premi o iniziative culturali per costruire una città attrattiva se mancano le basi: strade pulite, servizi efficienti, manutenzione urbana (strade e verde pubblico), rispetto delle regole.
Investire decine di migliaia di euro in manifestazioni come il Premio Oplonti, affidato alla direzione artistica di Maurisa Laurito, può avere un senso solo se inserito in una visione complessiva. Altrimenti rischia di apparire come una vetrina lucida poggiata su fondamenta fragili.
Perché il vero nodo resta la quotidianità: la vivibilità per i cittadini, il decoro urbano, il rispetto degli spazi comuni. Senza questi elementi, ogni ambizione di crescita - turistica o culturale - resta vuota. E immagini come quella di una processione tra i rifiuti non sono solo una brutta pagina, ma il simbolo di un problema che non può più essere ignorato.


