A cura della Redazione

“Ancora una vittima sul lavoro. Ancora una tragedia che colpisce il nostro territorio e conferma una drammatica emergenza che continua a essere ignorata”. Con queste parole la CGIL Napoli – Area Stabiese Torrese e Penisola Sorrentina interviene dopo l’ennesimo incidente mortale avvenuto sul territorio.

Il sindacato ha espresso “profondo cordoglio e vicinanza” alla famiglia del lavoratore deceduto, ai colleghi e all’intera comunità colpita dalla tragedia.

A rendere ancora più drammatico l’accaduto, secondo la CGIL, è l’età della vittima: un uomo di 64 anni che “dopo una vita di lavoro avrebbe dovuto poter vivere il tempo della pensione e non perdere la vita mentre continuava a lavorare”.

Per il sindacato, questa vicenda racconta “il peso della precarietà, delle pensioni insufficienti e delle difficoltà economiche che costringono troppe persone a restare nei luoghi di lavoro anche in età avanzata”.

La CGIL sottolinea come “morire di lavoro nel 2026 sia inaccettabile” e denuncia una situazione che continua a registrare numeri preoccupanti sia in Campania che nell’area metropolitana di Napoli.

“Dietro ogni numero ci sono persone, famiglie e storie spezzate”, si legge nella nota, che punta il dito contro “scarsa prevenzione, controlli insufficienti e condizioni di lavoro spesso insicure”.

Particolarmente critica, secondo il sindacato, la situazione nell’area stabiese, torrese e vesuviana, caratterizzata dalla presenza di settori ad alto rischio come edilizia, logistica, cantieristica e trasporti, “dove troppo spesso la sicurezza viene sacrificata in nome dei tempi e dei costi”.

La CGIL chiede ora che venga fatta “piena luce sulle responsabilità dell’accaduto” e sollecita un intervento concreto del Governo nazionale.

“Non bastano più il cordoglio e le parole di circostanza – conclude il sindacato –. Servono provvedimenti straordinari immediati. Patente a crediti e aumento delle sanzioni restano misure insufficienti e del tutto inefficaci”.