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Torre Annunziata, il Lido Azzurro riapre: salva la stagione balneare 2026

Torre Annunziata, il Lido Azzurro riapre: salva la stagione balneare 2026

Il Consiglio di Stato ha sospeso l’esecutività della sentenza del TAR Campania, accogliendo l’istanza cautelare di Villa Savoia S.r.l. La società che gestisce lo stabilimento balneare Lido Azzurro potrà continuare la gestione del compendio demaniale per la prossima stagione balneare 2026.

(2 minuti di lettura)

Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla società Villa Savoia S.r.l., che gestisce lo stabilimento balneare Lido Azzurro, sospendendo l’esecutività della sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso della società contro il Comune di Torre Annunziata. La decisione consentirà alla struttura di continuare la gestione del compendio demaniale almeno per l’imminente stagione balneare 2026.

La decisione del Consiglio di Stato

L’ordinanza, emessa dalla Sezione Settima del Consiglio di Stato, riguarda il ricorso presentato da Villa Savoia S.r.l. contro il Comune oplontino. I giudici amministrativi hanno ritenuto che le questioni sollevate nell’appello “debbano essere approfondite in sede di merito”, aprendo quindi la strada ad un ulteriore esame della vicenda.

Nel provvedimento, il Collegio sottolinea come, “nel contemperamento dei contrapposti interessi e tenuto conto dell’approssimarsi della stagione balneare”, sia opportuno mantenere invariata la situazione fino alla decisione definitiva.

Stop alla riacquisizione del compendio

Con l’accoglimento della sospensiva, il Consiglio di Stato ha bloccato temporaneamente la riacquisizione coattiva dell’area da parte del Comune di Torre Annunziata. La società appellante potrà quindi continuare a gestire il compendio per tutta la prossima stagione estiva.

La gestione, però, sarà subordinata al rispetto di precise condizioni: Villa Savoia S.r.l. dovrà garantire la manutenzione e la pulizia dell’intera area demaniale in concessione, oltre al pagamento dei canoni demaniali, dei sovracanoni e delle imposte regionali previste.

Le motivazioni dei giudici

Secondo il Consiglio di Stato, la soluzione prospettata dal Comune di Torre Annunziata non sarebbe stata sufficiente a garantire l’interesse pubblico generale. I giudici hanno infatti evidenziato che il piano comunale prevedeva la riacquisizione immediata soltanto di alcune porzioni del compendio, come arenile, bagni, docce e sala medica.

Per il Collegio, invece, è necessario assicurare una gestione complessiva dell’intera area demaniale, evitando criticità legate alla tutela e alla manutenzione del sito. Proprio per questo motivo è stata ritenuta più adeguata la prosecuzione temporanea della gestione da parte della società privata fino alla definizione del giudizio di merito.

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