Torre Annunziata conquista il primo posto alla quarta edizione del torneo nazionale “Dire e Contraddire”, la competizione di retorica e argomentazione organizzata dal Consiglio Nazionale Forense nell’ambito del protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Nella suggestiva cornice dell’Università Pontificia della Santa Croce di Roma, studenti provenienti da tutta Italia si sono confrontati a colpi di argomentazioni, tesi e controtesi, dando vita a un’intensa maratona dialettica dedicata ai temi della legalità, dei diritti e della cittadinanza attiva.

La sfida tra le migliori scuole d’Italia

All’edizione 2026 hanno partecipato 36 squadre in rappresentanza degli Ordini Forensi italiani, composte da studenti degli istituti secondari di secondo grado. Dopo la fase eliminatoria, sedici squadre hanno conquistato l’accesso alle finali di Roma.

Gli incontri si sono svolti tra le sale del Consiglio Nazionale Forense, della Fondazione dell’Avvocatura Italiana e della Biblioteca Pontificia. I giovani concorrenti si sono sfidati affrontando temi profondi e attuali, partendo dalla celebre frase della senatrice a vita Liliana Segre: «L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa».

A raggiungere le semifinali sono state Palermo, Torre Annunziata, Pescara e Lecce.

Il successo degli studenti

Nella fase finale, disputata nella sala Giovanni Paolo II dell’Università Pontificia Santa Croce, gli studenti hanno dato prova di grande preparazione e capacità oratoria confrontandosi sul tema dei diritti umani universali, attraverso una riflessione ispirata a Eleanor Roosevelt.

La finalissima ha visto opposte Torre Annunziata e Pescara in un confronto acceso ma corretto, giocato sulla forza delle idee, sulla capacità di argomentare e sul rispetto dell’avversario. Alla fine, ad avere la meglio è stata proprio la squadra oplontina, che ha conquistato il titolo nazionale.

Il valore educativo del progetto

Nel corso della manifestazione, il presidente del Consiglio Nazionale Forense Francesco Greco ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa, spiegando come il torneo rappresenti un’occasione concreta per avvicinare i giovani ai principi della Costituzione, del diritto di difesa e del confronto democratico.

Sulla stessa linea anche Federica Santinon, coordinatrice della commissione del Cnf dedicata ai progetti di educazione alla legalità, che ha definito il torneo “un seme di legalità” capace di insegnare ai ragazzi il valore della parola, del dialogo e del rispetto reciproco.

Il progetto, nato da un’idea dell’avvocato Vincenzo Di Maggio del foro di Taranto, coinvolge ogni anno decine di Ordini forensi e numerosi professionisti che affiancano gli studenti nella preparazione delle sfide.

Per Torre Annunziata si tratta di un successo prestigioso che premia il talento, la preparazione e la capacità dei giovani studenti di rappresentare la città in una manifestazione nazionale dedicata alla cultura del confronto civile.

I componenti della squadra oplontina

La squadra di Torre Annunziata era composta dagli studenti: Albano Francesca, Cacace Simona, Cappiello Aurora, Cassi Lorenzo, De Maio Stefano, Gargiulo Ginevra, Gargiulo Rosaria Adele, Palomba Paola, Paturzo Vittoria, Pontecorvo Rossella, Porzio Giovanna, Trombetta Salvatore Valerio.