Si è spento nel pomeriggio di oggi Mario Magagnotti, 84 anni, mitico calciatore del Savoia degli anni ’60. Diventò immediatamente un idolo della tifoseria torrese per le sue innate doti tecniche e soprattutto per il suo micidiale tiro dalla distanza. A Torre Annunziata non conquistò solo il cuore dei sostenitori biancoscudati, ma anche quello di Antonietta, un amore che lo ha legato indissolubilmente anche alla nostra città, dove viveva, trasformandolo in uno strenuo difensore del Sud e dei suoi talenti.
Le due tribune in legno e tubolari di ferro, il terreno di gioco in terra battuta dove emergono e luccicano immacolate, bianchissime casacche. Solo bianche. Un’immagine nitida ed indelebile quella che mi restituisce la memoria. E’ domenica 24 settembre 1967, giorno di Savoia-Acerrana, prima giornata del campionato di serie D al Comunale di Torre Annunziata. Mio padre mi tiene stretta la mano per tutta la partita. Per l’ennesima volta aveva ceduto alle mie incessanti preghiere e accettato di portarmi allo stadio.
Al 38’del primo tempo, però, riesco a liberarmi da quella morsa per esultare con le braccia finalmente libere in aria al gol-partita realizzato da Mario Magagnotti. Il fortissimo calciatore veronese è al suo esordio con addosso la mitica maglia bianca. Insieme a Simonaggio era approdato a Torre Annunziata nell’estate di quell’anno su segnalazione del tandem di allenatori Lopez e Spartano. Al neo presidente, l’ingegner Giuseppe Decina, erano costati 7 milioni di lire. Magagnotti non delude le attese, risolve il match di apertura del torneo con un’autentica prodezza e si assicura immediatamente un angolo nel cuore del pubblico torrese.
Cuore che da quel giorno “deposita” definitivamente nella nostra città complice, soprattutto, l’incontro con Antonietta, l'amore della sua vita. Magagnotti entra così di diritto nel dream team del Savoia di tutti i tempi. La formazione dell’epoca, una delle più forti tecnicamente dell’ultracentenaria storia dei bianchi, è ancora oggi ricordata a memoria da moltissimi tifosi. Boesso, Bertossi, Nazzi; Di Mauro, Genisio, Simonaggio; Magagnotti, Santin, Terreri, Carnevale, Esposito. E poi Bongiovanni, Balzano, Nedi, Pietti… Grazie Mario per le suggestioni, le emozioni, le gioie che hai contribuito far vivere a generazioni di torresi e che ancora oggi affiorano terse, nitide, entusiasmanti.
La redazione di torresette.news partecipa al dolore dei familiari e in particolare è vicina alla moglie Antonietta Rinzano e alle figlie Annalisa e Simona.


