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Torre Annunziata – Catello Coppola, Grande Fratello di un'intera generazione di giornalisti torresi

Torre Annunziata – Catello Coppola, Grande Fratello di un'intera generazione di giornalisti torresi

Ieri sera emozionante evento nella Basilica di Maria SS della Neve a 20 anni dalla scomparsa

Aggiornato il (4 minuti di lettura)

Ma sì, chiamiamole semplicemente Emozioni! Con l’iniziale volutamente maiuscola perché trattasi di suggestioni talmente autentiche che finanche l’accezione del termine può risultare imperfetta. Emozioni autentiche in quanto provocate da quella che poteva sembrare una cosiddetta rimpatriata tra amici che si sono seduti attorno ad un tavolo per ricordare uno di loro che esattamente 20 anni fa “decise” di avviarsi prematuramente verso l’esplorazione oltre la vita terrena: Catello Coppola.

E così mi sono ritrovato, come da tempo immemore non avveniva, in una sorta di “tribuna stampa del cuore” con una nutrita lista di accreditati: Rino Santoro, Giuseppe Lucibelli, Raffaele Schettino, Matteo Potenzieri, Luigi Capasso, Titti D’Amelio e poi Felicio Ferraro Chiarugi, Mimmolino De Vito, Vincenzo Marasco, Antonio Papa, Raffaele La Rocca, Ciro Vesce, Giovanni e Alfonso Caracciolo. Tutti insieme, nella sala conferenze della Basilica Maria SS della Neve, a raccontare, tratteggiare, rivelare, sussurrare il “Grande Catello”, così come lui stesso si definì – con innata autoironia – nel 2000 quando Canale 5 mandò in onda la prima edizione de “Il Grande Fratello”.

E, in effetti, lui, per me e molti degli “accreditati” citati, è stato davvero un Grande Fratello. Tutti si sono soffermati prima sulla sua figura di uomo autentico, schietto, autorevole e vero. E poi sulle sue doti di giornalista puntuale, competente, serio. Professionalità indiscussa emersa non solo nel settore sportivo, ma anche in quello culturale che lo annovera tra le firme di fondamentali pubblicazioni storiche-archeologiche del territorio vesuviano.   

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Teresa, la moglie di Catello, la sorella Amalia e le figlie Candida, Sofia e Lia hanno seguito i vari interventi in una sorta di ipnosi emotiva ringraziando singolarmente gli intervenuti al termine dell’evento. Catello Coppola, dalla fine degli anni ’60, aveva costituito gradualmente e fortificato sempre più un sodalizio professionale-personale con Nardino Sfera, il Professore: immenso Maestro, intellettuale straordinario, penna sublime, intorno al quale si formò un’intera generazione di giornalisti torresi. Catello e il Professore osservavano un rituale quotidiano per i loro incontri. Ve lo riproponiamo così come lo abbiamo raccontato ieri sera.

Seduti in quel caffè… un piccolo bar in cima a via Gambardella dove si incontravano per quello che oggi un neologismo anglosassone chiama briefing. Ogni giorno, più o meno alla stessa ora, il Professore e Catello, molto più semplicemente si scambiavano opinioni sul mondo che girava intorno. L’universo veniva vivisezionato iniziando dal Savoia, ovviamente. I “bianchi torresi” rappresentavano il fil rouge che poi conduceva a discutere con profondità di costume, territorio, politica, storia, filosofia.

Seduti in quel caffè… il Professore assecondava l’esuberanza, l’istinto, la sincerità, l’umanità di un uomo autentico e libero come Catello nella quotidiana attività di difesa strenua delle proprie idee, senza mai cedere a pressioni di alcuna natura. Catello per anni è stato lì, accanto al Professore, assorbendo come una gigantesca spugna tutto il sapere possibile. Il Professore riconosceva in Catello un versante del proprio carattere solo all’apparenza non emerso: l’estroversione intellettuale. Erano diversi, diversissimi, poi improvvisamente complementari.

Seduti in quel caffè… i ruoli spesso si invertivano con Catello che assecondava il Professore arrivando ad offrirgli la Marlboro che il cardiologo gli aveva assolutamente vietato. Catello era una fonte inesauribile di idee, un’occasione unica di crescita, non solo professionale, per coloro che lo incrociavano nelle molteplici sue attività. Entrava e leggeva nelle vite degli altri con sensibilità e tatto, dialogando con tutti senza ipocrisie. La sua competenza, soprattutto in campo giornalistico, non sfociava mai nella presunzione.

In un editoriale su TorreSette di qualche tempo fa, Massimo Corcione sostenne che Catello e il Professore, insieme, avrebbero potuto essere i protagonisti di una serie tv americana, di quelle in cui le distanze tra i protagonisti devono essere fisicamente visibili. Tutto vero.

Seduti in quel caffè… per questa sera trasferitosi lassù, Catello e il Professore sono stati raggiunti da Eduardo Ferrone, Franco Correale, Silvestro Di Maria, Vincenzo Pinto e Pasquale D’Amelio. Ci sorridono insieme dalla redazione degli Angeli con addosso la casacca bianca. 

 

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