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Torre Annunziata, Libera dopo le dimissioni del sindaco: “Ora serve corresponsabilità per liberare la città”

Redazione Torre Annunziata · 2 min di lettura · Aggiornato il
Torre Annunziata, Libera dopo le dimissioni del sindaco: “Ora serve corresponsabilità per liberare la città”

L'associazione interviene dopo la crisi politica: “Clientelismi e connivenze hanno piegato le istituzioni”

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Le dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo aprono una fase delicata per Torre Annunziata. A intervenire nel dibattito pubblico è Libera Campania – Presidio “Raffaele Pastore - Luigi Staiano”, che in una lunga nota parla di “vuoti di democrazia”, sistemi clientelari e connivenze che avrebbero condizionato la vita amministrativa della città.

L’associazione richiama le dure parole pronunciate dal procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso e invita ad attendere gli esiti della commissione d’accesso ministeriale, che potrebbe chiarire ulteriormente il quadro delle presunte infiltrazioni e dei rapporti tra politica, apparati amministrativi e clan.

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«Per liberarci da questo sistema - scrive Libera - non bastano legalità e onestà. Serve un piano capace di rompere clientelismi e connivenze, costruendo un nuovo modello di sviluppo fondato sul lavoro dignitoso, sul mare, sulle politiche sociali e sulla cultura».

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Nel documento vengono ricordate anche alcune battaglie portate avanti negli ultimi mesi dall’associazione: dalla gestione dei beni confiscati alla vicenda dell’Albergo Libera Gioventù, fino ai tentativi di sfratto della vedova di Giuseppe Veropalumbo, vittima innocente di camorra. Libera denuncia ritardi amministrativi e occasioni mancate, criticando la mancata approvazione del regolamento comunale sui beni confiscati.

L’associazione chiede ora interventi concreti: il ripristino delle condizioni di operatività dell’Albergo Libera Gioventù, sostegno immediato alla famiglia Veropalumbo, la trasformazione dell’area di Palazzo Fienga in uno spazio verde pubblico dedicato ai giovani e l’utilizzo dei beni confiscati come strumento di welfare e occupazione.

Particolarmente forte il passaggio dedicato al commissariamento del Comune. Per Libera il rischio maggiore non è soltanto il vuoto politico, ma il possibile ritorno di vecchie logiche clientelari: «Storicamente - si legge - il tempo del commissariamento è quello in cui i signori del clientelismo provano a ripresentarsi come nuovi».

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Da qui l’appello alla cittadinanza affinché costruisca una rete civile fatta di associazioni, scuole, parrocchie e cittadini attivi, capace di presidiare la vita pubblica durante la gestione commissariale e di impedire il ritorno delle vecchie dinamiche.

Libera annuncia infine la richiesta di un incontro con il commissario prefettizio Gianfranco Tomao per avviare un confronto sui temi della partecipazione democratica, della legalità e del rilancio sociale della città.

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