Sono profondamente indignato come studioso, intellettuale e, prima ancora, come cittadino nel vedere le tristi condizioni in cui versa da tempo la biblioteca comunale di Torre del Greco “Enzo Aprea” di Villa Macrina.
Stamani alcune sale risultavano allagate, con infiltrazioni d’acqua che lambivano pericolosamente scaffalature e libri. Evidentemente, i già precari infissi non hanno retto al maltempo di stanotte. Ma l’aspetto che mi ha ferito maggiormente è la pessima conservazione del patrimonio librario. Mi riferisco in particolare ai 2.500 volumi antichi del piano rialzato, custoditi in un ambiente inadeguato a causa dell’alto tasso di umidità. Sono già visibili segnali di potenziali danni irreparabili, con un grave rischio di muffe e proliferazione batterica.
In città si parla tanto di cultura, ma spesso solo per eventi effimeri e privi di ricaduta morale o formativa, specialmente per le giovani generazioni. La Cultura, quella vera, abita qui: in una biblioteca pubblica dedicata a Enzo Aprea, giornalista di razza e intellettuale di altissimo rilievo che ha dedicato la vita alla ricerca della verità.
A parte qualche formale cerimonia dedicata al giornalista, finalizzata solo alla consegna di premi con gli immancabili selfie dei politici, non vedo un serio e concreto interesse nel tutelare il nome di Aprea e il patrimonio librario di circa 18 mila volumi (di cui 2.500 antichi) dell’unica nostra biblioteca. Questa è incredibilmente non valorizzata, tant’è che molti studenti - e non solo - non ne hanno alcuna contezza. Eppure, nonostante tutto, sono da apprezzare gli sforzi e la cura dei funzionari che operano all’interno, ma non basta se manca un serio impulso da parte degli amministratori, o se manca la giusta attenzione per un luogo di fondamentale importanza come la biblioteca pubblica.


