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Torre Annunziata - Realizzò super yacht per il narcotrafficante, semilibertà per un armatore

Torre Annunziata - Realizzò super yacht per il narcotrafficante, semilibertà per un armatore

Potrà uscire dal carcere nelle ore diurne

Aggiornato il (2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Condannato per aver costruito ai narcotrafficanti uno yacht superveloce per trasportare droga in Italia: l’armatore ottiene la semilibertà.

Sta scontando una condanna definitiva a 7 anni e 8 mesi di reclusione in carcere Salvatore Izzo, ex titolare della “Izzo Mare srl” di Torre Annunziata, arrivata a chiusura del maxi processo ai narcotrafficanti legati al clan Gallo-Cavalieri. Era il marzo 2012, quando i finanzieri scoprirono il legame tra Gennaro Cimmino, uno dei referenti del clan, e l’armatore a cui era stato commissionato un lavoro “importante”, cioè la costruzione dello yacht “GenCi” (le iniziali del narcos), con scompartimenti segreti e velocità di punta fino a 50 nodi. Un gioiello del mare, capace di trasportare dal Marocco, via Spagna, carichi di hashish per le organizzazioni criminali del Vesuviano, bypassando i controlli troppo asfissianti delle forze dell’ordine. 

Da ieri, Izzo (assistito dall’avvocato Luciano Bonzani) ha ottenuto la semilibertà. Il provvedimento, d’accordo con il Tribunale di Sorveglianza di Napoli, è arrivato dopo una richiesta inoltrata al magistrato, che ha così disposto l’uscita dal carcere per l’armatore nelle giornate diurne. Un percorso rieducativo concesso a chi, come Izzo, era praticamente incensurato (solo un precedente di poco conto alle spalle, prima della pesante condanna). 

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Nel 2012, l’operazione dei finanzieri fu molto complessa. Nel corso delle indagini, lo yacht fu intercettato in mare aperto, di rientro dalla Spagna. “GenCi”, però, era capace di navigare a cinquanta nodi, aveva un radar a lungo raggio per intercettare i "nemici" e poteva tranquillamente navigare anche a luci spente. A circa cento miglia dalle isole Baleari, il motoscafo fu intercettato - viaggiava a luci spente - dalla Guardia di finanza che aveva ingaggiato un inseguimento durato tre ore, durante il quale furono buttate a mare le casse piene di hashish. Il blitz successivo portò all’arresto di 8 persone, mentre Cimmino sta scontando la pena definitiva di 20 anni di reclusione.

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