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Torre Annunziata, sequestrato il cantiere nautico Gagliotta: contestati scarichi abusivi e reati ambientali

Torre Annunziata, sequestrato il cantiere nautico Gagliotta: contestati scarichi abusivi e reati ambientali

Le indagini sul fiume Sarno portano a un nuovo sequestro per presunte violazioni ambientali

(3 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Prosegue senza sosta l'attività investigativa finalizzata all'accertamento e alla rimozione delle cause dell'inquinamento del fiume Sarno. Nella giornata del 22 giugno 2026, la Polizia Metropolitana di Napoli – unità USES e la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, con il supporto tecnico di ARPA Campania e ISPRA, hanno eseguito il sequestro preventivo d'urgenza del cantiere nautico "Gagliotta", situato nel comune di Torre Annunziata.

La struttura è riconducibile alla società "Tor di Mare Srl", con sede legale a Napoli. L'intervento rientra nelle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata nell'ambito delle attività di contrasto ai fenomeni di inquinamento ambientale che interessano il bacino del Sarno e il tratto costiero della penisola sorrentina.

I reati contestati

Il provvedimento è stato adottato in relazione alle ipotesi di reato previste dagli articoli 137, 256 e 279 del Decreto Legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambientale), che riguardano rispettivamente lo scarico abusivo di reflui industriali, la gestione illecita dei rifiuti e l’assenza dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

Sequestrati capannone, impianto di depurazione e vasca interrata

Gli operatori hanno posto sotto sequestro un capannone industriale di circa 5.700 metri quadrati, una vasca interrata e un impianto di depurazione ubicati nell'area esterna di pertinenza della società.

Nel corso delle verifiche è stato accertato che all'interno della struttura era regolarmente svolta un'attività di cantieristica navale, con la presenza di materiali e attrezzature destinati alla costruzione e manutenzione delle imbarcazioni. Individuate anche una falegnameria completamente attrezzata e una cabina di verniciatura perfettamente funzionante.

Scoperto un by-pass per scaricare reflui industriali senza depurazione

Uno degli elementi più rilevanti emersi durante l'ispezione riguarda il sistema di smaltimento delle acque reflue.

Attraverso specifiche prove di continuità idraulica con l'utilizzo di traccianti, i tecnici hanno accertato che i reflui industriali provenienti dalle superfici esterne venivano convogliati tramite un by-pass abusivo direttamente nella fogna consortile, senza essere sottoposti ad alcun trattamento depurativo preventivo. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l'attività sarebbe stata svolta in assenza dei necessari titoli autorizzativi previsti dalla normativa ambientale.

Alla luce delle presunte irregolarità riscontrate, la polizia giudiziaria ha disposto il sequestro dell'intera area, estesa complessivamente per circa 14.000 metri quadrati. Il provvedimento è stato adottato per impedire la prosecuzione delle condotte contestate e prevenire l'ulteriore aggravamento delle conseguenze ambientali derivanti dalle attività oggetto di indagine.

Inquinamento del Sarno, continua la campagna di controlli

L'operazione rappresenta l'ennesimo intervento eseguito nell'ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata sul fenomeno dell'inquinamento del fiume Sarno, considerato tra i corsi d'acqua più monitorati d'Italia sotto il profilo ambientale.

L'attività investigativa si inserisce in una più ampia e capillare campagna di controlli lungo il litorale della penisola sorrentina e nelle aree produttive presenti nel bacino idrografico del Sarno, con l'obiettivo di individuare e reprimere ogni forma di contaminazione delle acque e dell'ambiente marino.

Il Protocollo Sarno sottoscritto dalle Procure campane

Le indagini vengono condotte dalla Polizia Metropolitana di Napoli e dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, con il supporto tecnico di ARPAC e ISPRA, in attuazione del Protocollo d'Intesa per la repressione dei fenomeni di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, sottoscritto il 17 dicembre 2025.

L'accordo coinvolge le Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, le Procure Generali presso le Corti d'Appello di Napoli e Salerno, oltre agli enti tecnici e agli organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale.

Il sequestro è stato eseguito in via d'urgenza dalla polizia giudiziaria e dovrà ora essere sottoposto alla valutazione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, chiamato a pronunciarsi sulla convalida del provvedimento.

L'inchiesta prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare l'impatto delle condotte contestate sull'ambiente e sul sistema idrico collegato al bacino del Sarno.

 

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