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Sorrento, cinque truffe agli anziani in pochi giorni: arrestato un 46enne di Pomigliano d'Arco

Sorrento, cinque truffe agli anziani in pochi giorni: arrestato un 46enne di Pomigliano d'Arco

I carabinieri hanno fermato l’uomo mentre era in scooter alla ricerca della prossima vittima. Decisive le immagini delle telecamere e una registrazione audio che ha documentato il metodo utilizzato per raggirare gli anziani.

(4 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Dopo una truffa portata a termine e quattro tentativi sventati ai danni di anziani della Penisola Sorrentina, i carabinieri della Stazione di Sorrento hanno arrestato un 46enne di Pomigliano d’Arco, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. L’uomo è accusato di aver preso parte a un collaudato sistema di raggiri che aveva come bersaglio persone ultrasettantacinquenni.

L’arresto è scattato nella mattinata del 24 giugno, all’incrocio tra via Rota e via Califano, a Sorrento. Il 46enne viaggiava a bordo di uno scooter Honda SH bianco e, secondo quanto accertato dagli investigatori, stava raggiungendo una nuova vittima indicata dai complici attraverso il telefono cellulare.

Il meccanismo della truffa

L’organizzazione seguiva uno schema ormai consolidato. Le vittime venivano contattate telefonicamente da persone che si spacciavano per nipoti o parenti in difficoltà. Subito dopo entrava in scena un secondo interlocutore che si qualificava come appartenente alle forze dell’ordine.

Il racconto era sempre lo stesso: un familiare si trovava in stato di fermo e per evitarne l’arresto era necessario consegnare immediatamente denaro o gioielli. Nel frattempo la vittima veniva trattenuta al telefono per impedirle di contattare i parenti o il numero di emergenza.

A quel punto entrava in azione il cosiddetto “trasfertista”, incaricato di raggiungere l’abitazione e ritirare il denaro o gli oggetti preziosi.

La truffa consumata a Sant’Agnello

L’episodio che ha dato il via alle indagini risale al 18 giugno. Vittima una donna di 88 anni residente a Sant’Agnello.

La pensionata aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato come il nipote e che le aveva raccontato dell’arresto di alcuni familiari. Convinta della veridicità della storia, l’anziana aveva consegnato 500 euro in contanti e numerosi gioielli custoditi in una bustina verde.

Il valore complessivo dei monili era stimato tra i 12 e i 15mila euro. Tra gli oggetti consegnati anche la fede nuziale del marito con incisa la data del cinquantesimo anniversario di matrimonio.

Solo alcune ore più tardi, con l’arrivo della figlia, la donna aveva scoperto di essere stata vittima di una truffa.

Quattro tentativi falliti

Nei giorni successivi i truffatori hanno tentato di colpire altre quattro anziane tra Piano di Sorrento e i comuni limitrofi.

In un caso una donna del 1950 aveva già preparato gioielli e oggetti preziosi da consegnare, ma il marito, rientrando in casa, aveva intuito l’inganno e interrotto tutto prima dell’arrivo del falso carabiniere.

Una novantunenne, invece, aveva immediatamente smascherato il raggiro rispondendo al sedicente nipote di non avere nipoti.

Un’altra anziana si era resa conto dell’inganno durante la telefonata, inducendo il truffatore a interrompere la conversazione.

La registrazione che ha incastrato i truffatori

Particolarmente importante per le indagini è risultata la registrazione effettuata dalla figlia di un’82enne.

La donna, intuendo subito il tentativo di truffa, ha finto di essere la madre anziana e ha registrato l’intera conversazione. Nell’audio, acquisito dai carabinieri, emerge chiaramente il tentativo dei malviventi di sfruttare la paura e la fragilità delle vittime per convincerle a consegnare denaro e gioielli.

La registrazione ha fornito agli investigatori ulteriori elementi utili per ricostruire il funzionamento dell’organizzazione.

Le indagini e l’arresto

Determinanti sono state anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza che avevano ripreso il presunto responsabile durante la truffa consumata a Sant’Agnello.

I militari sono riusciti a identificare lo scooter utilizzato e a risalire all’uomo immortalato nei filmati. La fotografia è stata quindi diffusa alle caserme del Napoletano e i carabinieri di Marigliano lo hanno riconosciuto come Luigi Beneduce, già coinvolto in precedenti episodi analoghi.

Quando il veicolo è stato nuovamente individuato in Penisola Sorrentina, è scattato il controllo. Al momento del fermo, sul cellulare del 46enne erano aperte applicazioni di navigazione e conversazioni con persone che gli stavano fornendo indicazioni sugli spostamenti e sugli obiettivi da raggiungere.

Trasferito in carcere

Su disposizione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, l’uomo è stato arrestato e trasferito in carcere.

Per il 46enne non si tratta del primo arresto per truffe agli anziani. Lo scorso 27 aprile era già finito in manette nelle Marche per un episodio analogo.

Le indagini proseguono per identificare tutti i componenti della rete criminale che avrebbe organizzato e gestito le telefonate ai danni degli anziani della Penisola Sorrentina.

 

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