Svolta nelle indagini sulla morte della donna di circa 75 anni trovata ieri, 28 agosto, con il corpo bruciato all'interno della propria abitazione a Gragnano.
Nella notte tra venerdì e sabato, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha disposto il fermo della figlia convivente della vittima, nei confronti della quale sono emersi gravi indizi di colpevolezza per l'ipotesi di omicidio volontario della madre.
Il provvedimento è stato adottato dal pubblico ministero di turno, intervenuto sul posto, al termine dell'interrogatorio della donna.
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L'ipotesi degli investigatori: tagliato il tubo del gas
Secondo quanto emerso dalle prime indagini condotte dai Carabinieri, la figlia – che, secondo la Procura, sarebbe verosimilmente affetta da problematiche psichiche ancora da accertare compiutamente – avrebbe tentato di dare fuoco all'abitazione della madre dopo aver tagliato il tubo del gas.
L'azione avrebbe provocato un principio d'incendio che avrebbe investito l'anziana, causandone la morte.
Una ricostruzione sulla quale gli investigatori stanno continuando a lavorare per chiarire nel dettaglio quanto accaduto all'interno dell'abitazione.
Nei confronti della figlia si procede anche per tentato incendio.
Abitazione sotto sequestro, disposta l'autopsia
La salma della 75enne è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso, mentre l'abitazione è stata sottoposta a sequestro.
Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso.
Il fermo è stato disposto nella fase iniziale delle indagini e dovrà essere sottoposto alla valutazione del giudice per le indagini preliminari per la convalida.
Come sottolineato dalla stessa Procura, la donna indagata non può essere considerata colpevole fino a un'eventuale sentenza definitiva, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.


