A cura di Domenico Salvatore

La differenza nelle piccole cose, l’omertà delle persone, la mafia social.  Ismaele La Vardera, un ragazzo di soli 21 anni, discute di questo ed altro presentando il suo libro “Le piccole cose fanno la differenza” al Liceo Artistico "Giorgio de Chirico" di Torre Annunziata.

L’incontro comincia con la visione del video-inchiesta de Le Iene che intervistano Ismaele, il quale ha denunciato dei brogli nella sua città, Villabate (in provincia di Palermo), a Telejato, emittente televisiva fondata nel 1989 da Alberto Lo Iacono e attualmente di proprietà di Pino Maniaci, con sede a Partinico, nota principalmente per le sue campagne contro Cosa nostra (qui il link del video http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/10/15/viviani-un-ventunenne-contro-l%E2%80%99omerta-politica_8837.shtml).

Il giornalista, dinanzia a numerosi studenti intervenuti nell'aula magna dell'Istituto diretto da Felicio Izzo, prende la parola e racconta la sua storia.

«Fare giornalismo significa rischiare» esordisce. Poi, commentando il servizio fa notare che i suoi compaesani, prima della collaborazione con Le Iene, avevano paura ad avvicinarsi a lui perché considerato “sbirro”. «E invece adesso mi chiedono i selfie!», sottolineando come la gente è influenzata dalla tv.

«Credo che la mafia (o camorra, ma alla fine cambia solo il nome) sia associata alle pistole e alle esplosioni grazie anche alla televisione con le sue serie» continua La Vardera. «Invece oggi vi parlo della Mafia di “Serie B”».

«La camorra è in te quando pensi di essere onnipotente non usando il casco o gettando la carta per terra, oppure comprando marjuana dallo spacciatore. Infrangendo le regole elementari si alimenta la Mafia e si da possibilità di far fuori altri Falcone e Borsellino».

Parole forti e piene di energia quelle di Ismaele, che invita i ragazzi a riflettere sulle piccole cose del quotidiano.

«La mafia investe sui social» prosegue parlando di Nino Mandalà, tesoriere della mafia siciliana. «I veri mafiosi sono i colletti bianchi, i laureati, conoscono molte lingue».

Verso la fine dell’incontro spiega l’importanza del “denunciare”. «E' una scelta di vita! - dice -. Siamo connessi con il mondo ma sconnessi con noi stessi, lottate fino alla fine!», e mostra un altro filmato realizzato con Giulio Golia riguardante il boss a piede libero Vitale Messicati  (qui il link: http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/golia-pizzo-e-mafia-a-bagheria_573326.html).

Infine informa i presenti che nei periodi estivi a Partinico (sempre in provincia di Palermo) è disponibile uno stage gratuito per fare giornalismo (per info e domande scrivere alla sua pagina facebook https://www.facebook.com/lavarderaismaele/?fref=ts) e invita a prendere il suo libro con allegato il Rev Book di I am Rev, movimento rivoluzionario campano.

La Vardera conclude la sua "lezione" sociale. «Scegliere di non scegliere da che parte stare è essa stessa una scelta. Dante chiama queste persone ignavi, il silenzio degli onesti è il problema più grave». Quindi saluta con una citazione di Paolo Borsellino: «“La lotta alla mafia (primo problema da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata, la Sicilia) non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolga tutti, che tutti abitui a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”».