A cura di Vincenzo Marasco

Palazzo Criscuolo, dopo la sua prima fase di musealizzazione, si rimodula preparandosi alle iniziative legate alla festa votiva del 22 ottobre con una riassetto totale del contesto espositivo allestito al suo interno, aperto al pubblico il 10 marzo scorso.

I lavori di ripristino del Museo cittadino stanno riguardando grosso modo tutti gli ambienti situati al primo piano dello storico edificio, lì dove una volta esistevano gli uffici e le aule riservate al Governo locale.

A parte qualche stanza dove da qualche mese è stato insediato il Dipartimento che svolge le funzioni della gestione degli eventi culturali e i rapporti con le associazioni, e l’Assessorato alla Cultura, la restante parte del primo piano si mostrerà al visitatore con nuove vesti di polo museale poliedrico, accostato a quello archeologico, anch'esso rimodulato, che riporterà in auge una parte delle testimonianze rappresentanti la memoria e l’identità locale.

Così il visitatore potrà ammirare, tra i nuovi ambienti espositivi, un vero e proprio teatrino dove avranno posto i Pupi della gloriosa famiglia Corelli, una delle testimonianze storiche del genere più importanti del Meridione italiano riguardante l’arte delle marionette.

L’impegno dei Corelli, discendenti di Enzo, consegnatari della grande tradizione di famiglia, sarà quello di dimostrare, soprattutto alle scolaresche e ai gruppi organizzati che prenoteranno le visite al Museo torrese, la sapienza della loro antica arte attraverso anche la rappresentazione di alcuni episodi epici che in epoche passate hanno saputo far sognare i torresi, grandi e piccini.

Ancora, girando per le stanze di Palazzo Criscuolo, il visitatore avrà modo di visitare un’opera presepiale monumentale, a tema oplontino, realizzata da Salvatore Giordano, presidente della sezione torrese “Padre Angelo Maria Salvatore” dell’Associazione italiana “Amici del Presepio”.  

Nell’ex sala dove un tempo esisteva la cappella gentilizia del Palazzo, dove per altro persistono ancora gli stucchi di notevole pregio che adornano i suoi due timpani, prenderà posto un’esposizione inedita fuori dalle mura della Real Fabbrica d’Armi: una serie di pezzi della collezione delle armi prodotte dalla Fabbrica borbonica torrese, concessi in prestito alla municipalità oplontina.

Ma a far da testa d’ariete sarà ancora la parte espositiva che accoglierà la collezione dei reperti di Oplontis, che risulterà ancora più ricca. Tra le novità in mostra, i visitatori avranno modo di ammirare la finezza dell’opera marmorea che rappresenta l’Ermafrodito adescato dal Satiro e la grandiosità del cratere neoattico, uno dei cavalli di battaglia dell’intera raccolta dei reperti archeologici oplontini.

In questi giorni c'è stata la visita a sorpresa a Palazzo Criscuolo del Soprintendente archeologico di Pompei, prof. Massimo Osanna, accompagnato dalla funzionaria del sito archeologico di Oplontis, dr. ssa Antonella Bonini, dal sindaco di Torre Annunziata, Giosuè Starita, e dall’assessora alla Cultura, Imma Alfano. Osanna ha voluto visionare di persona il nuovo contesto espositivo e le modifiche apportate agli allestimenti che daranno nuova luce alla mostra. La sua presenza è senz’altro un elevato indice di importanza che vorrà assumere la "nuova" mostra.

E proprio su questo aspetto l’assessora Alfano ha sottlineato l’assoluta rilevanza della nuova progettazione dell’esposizione, frutto delle sue conoscenze professionali (di professione è architetto), e la nuova veste donata agli allestimenti che contribuiranno a ripresentare ai prossimi visitatori i reperti come per la prima volta. Inoltre si è pensato anche agli espositori che li accolgono, che questa volta non saranno più quelli presi in comodato d’uso dalla ditta appaltatrice degli allestimenti ma bensì nuovi di zecca, recentemente acquistati dall’Amministrazione comunale in occasione di questa nuova riapertura.  

E vista oramai la conversione di Palazzo Criscuolo a Museo cittadino, anche a questo si è pensato di donare una nuova indicazione. Così, dal giorno 20 ottobre (inaugurazione e riapertura al pubblico), chi vorrà visitare avrà modo di imbattersi nel “Museo dell’Identità locale”. 

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