A cura di Mario Cardone

Luogo ideale il “Nonsolocaffè” di Torre Annunziata per la presentazione del libro “Dottore... Caffè?” di Rosanna Pannone, che della nera bevanda  ha fatto la metafora di un romanzo di sesso e passione.

Ha ragione l’autrice quando afferma che la sua è una storia d’amore vero. E' giusto che alla fine prevalga il suo punto di vista su un romanzo in cui ha presentato l’attrazione tra Nina e John come una magia che ha sconvolto sensi e sentimenti.

Rosanna Pannone è una giovane donna vesuviana di bella presenza che nasconde con un sorriso luminoso la timidezza di chi si espone alle prime prove  nel presentare la sua opera prima.

I presenti (molte le donne che tenevano sfacciatamente per l’autrice del libro e per la sua eroina appassionata) hanno immediatamente condiviso la sua visione della storia di due personaggi che si muovono istintivamente rincorrendo la magia del primo incontro, dove hanno contato (e contano) gli sguardi, gli odori ed i sapori in un gioco d’improvvisazioni che si sa come comincia ma non come va a finire.

La maggioranza delle donne presenti, coetanee dell’autrice, fremevano per avere notizie del secondo libro (pare già scritto ed in fase di edizione) che farà parte di una trilogia immaginata per concludere la storia (se avrà una conclusione).

Il libro che è stato presentato giovedì 3 novembre ha tutto il fascino dell’incertezza: torneranno insieme Nina e John? O manterranno una routine che non corrisponde alla loro natura? (Nina ha un Max che non le presta l’attenzione che meriterebbe John ha una improbabile Sophy).

Come mai la storia sui svolge a Manhattan? Esordisce con questa domanda la giornalista Virginia Maresca nella sua intervista alla Pannone. La sorpresa è che non ha mai messo piede nella city americana, anche se sogna di viverci prima o poi.

“E’ secondo me la città dove esiste la libertà più assoluta delle persone - ha confessato la Pannone -. Sono innamorata di Napoli ma il mio sogno è di vivere una parte della mia vita a Manhattan”.

Un motivo in più per apprezzare il suo lavoro è che è riuscita ad inserirsi (in senso descrittivo) in un contesto che non ha mai condiviso. Alle domande della giornalista seguono pause dedicate alle letture magistrali di Antonella Morea nella recita delle pagine più audaci del romanzo che fanno dell’erotismo (appunto il caffè) una piacevole pausa esistenziale. Torna alla mente la vecchia pubblicità  “più lo butti giù più ti tira su”.

Il cuore del libro è nell’incontro tra Nina e John. Uno di quelli che ti cambiano la vita dilatando il presente, azzerando ogni interesse per un futuro che non potrà mai riservare sorprese più gradite dell’esistente. Da quel momento in poi ogni incontro è sempre la prima volta. C’è per entrambi la paura dell’assuefazione. I momenti centrali della narrazione riguardano incontri carnali in cui giocano i dettagli e le sensazioni: odori, umori e sapori in un mix d’improvvisazione di sesso.

Il resto è dialogo amoroso, qualche volta scontro furibondo tra i due amanti cui fa da valida spalla (coro greco e grillo parlante) l’amica di Nina, Grace, una che sembra nata per dare consigli (posso testimoniare che esistono tipi come lei):

“Uno come lui dove lo trovi”. Ripete frequentemente a Nina. “Manca nel libro qualsiasi descrizione d’ambiente, personaggio o particolare” è la critica formulata all’autrice. Se di Nina (l’eroina del libro rosa) si può immaginare come è fatta, se non altro guardando la copertina del libro, di John l’unica certezza  è che  é innamorato di Nina dal primo momento che l’ha vista.

“A che serviva fermarsi alle descrizioni - replica l'autrice -. Avrebbero penalizzato la fantasia dei lettori che ho preferito lasciare libera. Inoltre - ha proseguito - i caratteri dei personaggi emergono dall’intensità e/o dai toni che assume di volta in volta il dialogo”.

In conclusione, Rosanna Pannone ha scelto uno stile narrativo che va in ogni caso rispettato.

Tutto il romanzo segue il tracciato delle frasi d’amore (anche quelle di scontro sono, naturalmente, d’amore) che si muovono sul filo dell’imprevisto che è sempre colorito da una sottile ironia (di stampo americano).

A tratti incombe nel rapporto romanzato la nostalgia della lontananza o l’ansia sul prossimo incontro, ma alla fine si condivide sempre la scelta di uscire dalla spirale delle contingenze della vita.

Altre considerazioni proposte dall’autrice. “Nina è un personaggio nato dalla fusione dei caratteri delle donne che mi sono più vicine”, ha spiegato. Il quesito che non l’è stato posto (chissà perché) ha riguardato il personaggio John, che, da come la Pannone l’ha descritto, è l’uomo dei sogni  che ogni ragazza avrebbe voluto per compagno.

Ma esiste un uomo così in un universo maschile che viaggia nella più profonda crisi d’identità? Un uomo che tutela e cura con trepidazione in ogni momento e prima di tutto la sua donna (da qui il nomignolo di dottore). Uno sempre pronto ad immaginare le improvvisazioni più azzardate (come chiudere la porta dell’ufficio per stenderla sulla scrivania e far l’amore con lei). Uno che non nasconde le sue fragilità. Apre il suo animo senza pudori e non tralascia occasioni per rinnovare il suo repertorio di attenzioni alla sua Nina. Ancora una volta bisognerà ricorrere ai consigli di Grace. Dove sarà possibile incontrare uno come lui se non nella fervida fantasia di Rosanna Pannone?

twitter: @MarioCardone2  

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