A cura di Giuseppe Chervino

Metti una sera a teatro. L’ennesima a contatto con la magia che sprigiona il palcoscenico. Sempre. Al Cilea di Napoli si è ripetuto ieri sera il rito che ammalia l’anima, il corpo e contribuisce a resettare le negatività dell’io. In scena “Fatti unici”, lavoro scritto ed interpretato da uno degli autori contemporanei partenopei più brillanti e, perché no, anche didatticamente significativi: Paolo Caiazzo.

Ma quella di ieri (e dei tre giorni precedenti) non era una replica qualsiasi. Sul palco, insieme ad artisti del calibro di Ciro Ceruti, Maria Bolignano, lo stesso Paolo Caiazzo e con Lello Arena alla regia, sono saliti Esmeraldo Napodano e Angelo Pepe, due giovani attori di Torre Annunziata alla loro prima esperienza da professionisti. La nostra testata non poteva perdersi questo importante debutto avendo da sempre raccontato la passione, la voglia, l’abnegazione, il trasporto che hanno generato le eccellenti qualità artistiche di Esmeraldo e Angelo. Alla fine dello spettacolo, durante l’applauso finale, mi sono guardato attorno. Perché se il mio consenso poteva essere condizionato dall’orgoglio e dall’emozione di essere anch’io un po’ rappresentato da questi straordinari ragazzi, i volti e il convinto battito di mani degli altri spettatori, quelli neutrali e disinteressati, simboleggiavano la reale affermazione di un lavoro brioso e vivace, ma anche disinvoltamente arguto.

E alla cifra totale del successo della commedia, Esmeraldo Napodano e Angelo Pepe hanno conferito il loro prezioso e sostanziale contributo.

(nella foto, da sinistra Angelo Pepe, Paolo Caiazzo ed Esmeraldo Napodano)

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