A cura di Giuseppe Chervino

L’impatto emotivo è fortissimo. Te ne accorgi dall’epidermide che sorregge e amplifica queste emozioni. Autentiche, non contraffatte. In platea arrivano nitide e senza sofisticazioni. Il promotore di queste suggestioni? Aniello Misto, musicista universale: strumentista, autore, arrangiatore, produttore, docente, uomo impegnato nel sociale. Insegna basso elettrico, il suo strumento, al Liceo Pitagora-Croce di Torre Annunziata e della nostra città afferma: «Non ci sono nato, ma mi sento come a casa mia. Qui ho conosciuto tante belle persone. Sostengono con entusiasmo la mia attività e i temi sociali che tento di trattare con la magia sprigionata dalla musica».

Ed è proprio il delicato e sentito argomento dell’inclusione che apre  “Parthenope”, il concerto proposto da Aniello Misto ieri sera al Politeama di Torre Annunziata. Sul palco “Migrangels”, band formata da migranti provenienti da Senegal, Nigeria e Camerun, ospitati nei centri di accoglienza del territorio vesuviano, in collaborazione con la Parrocchia di Sant’Antonio da Padova di Trecase. L’obiettivo è favorire l’integrazione attraverso la musica per superare le barriere linguistiche, culturali e religiose. Un’overture espressiva, eloquente e significativa che propone riflessioni serie su una tematica trattata in maniera molto controversa negli ultimi tempi nel nostro paese, soprattutto per il tramite di distorsioni comunicative. Poi irrompe lui sulla scena e il tasso di adrenalina del teatro s’impenna. Aniello Misto cattura il palcoscenico e non se ne separa per più di due ore. Il tempo giusto per stabilire un legame con la gremita platea che rasenta il metafisico. Brani inediti e classici della canzone napoletana, ma con arrangiamenti mai piatti e convenzionali. Io, ad esempio, non avevo mai ascoltato una versione reggae della celeberrima “’O sole mio”. Pregevoli anche le incursioni teatrali suggerite dalla regia di Anna Vitiello. Un’idea di racconto musicale convincente, efficace, attraente. Come persuasive sono risultate le performance dei cantanti Gerardo Pinto e Gigi Marini che hanno impreziosito il concerto con due brani dello spessore di “Vesuvio – ‘O gigante da muntagna” (autori Roberto Gigli e Domenico Modugno) e “Ajere” (autore Eduardo De Crescenzo). Uno spettacolo, insomma, di cifra artistica notevole. Ma anche con una traiettoria sociale dalla didattica estremamente educativa.

Di eccellente qualità la band che ha accompagnato Aniello Misto: Gennaro Franco (pianoforte e tastiere), Pasquale De Angelis (basso), Tonino Mambelli (batteria), Vincenzo Palumbo “Becio” (chitarre), Marco Baldascino (Flauti), Marco Misto (percussioni), Francesco Misto (basso). Attori: Vincenzo Tortora, Rosalia Terrana, Anna Vitiello, Marianeve Vitiello, Maria Rosaria Izzo, Michela Lombardi, Carola Flauto. Ballerina: Maria Giovanna Marinaro. Coreografie: Fabiola Cecco. Testi: Anna Vitiello e Eduardo Zampella. Regia: Anna Vitiello e Maria Rosaria Izzo.