A cura di Giuseppe Chervino

«Una maternità vissuta nell’ambito di un clima familiare nevrotico e ansiogeno può determinare la rottura di un legame. E generare una guerra folle tra l’uomo e la donna».  Pino Brancaccio declina così il messaggio dominante del testo “Ma ne valeva la pena?” di cui è autore, regista e interprete.

Un racconto perforante, tagliente e spietato di una realtà non molto distante da quella del nostro quotidiano. La donna che arriva a ritrattare, rinnegare quasi a smentire la straordinaria funzione di “donatrice” di vita, è capace di trasfigurare la sua immagine più nobile e sublime immolandola sull’altare della seppur legittima emancipazione. Un’opera profonda e magnetica in grado di sedurre e suggestionare gli spettatori attraverso l’incalzare del racconto mai monotono e tedioso. Il risultato artistico è di cifra notevole grazie ad una recitazione di spessore eccellente e ad una regia attenta, vigile, armoniosa.

«La nostra storia è una suggestione estrema di queste situazioni – conclude Pino Brancaccio – ed è raccontata come una favola con tanto di morale finale. Il buon senso di vecchia memoria è rivalutato dinanzi a situazioni esasperate, riconoscendolo come distributore di pace serenità». 

In “Ma ne valeva la pena?”, due tempi di Pino Brancaccio portati in scena dall’Associazione “Nuovo Copione” di Torre Del Greco, recitano: Antonella Pirone, Andrea di Ronza, Luigi De Luca, Rosanna Aprile, Giada Volpe, Silvia D’Istria, Maria Pacilio e Pino Brancaccio. Regia Pino Brancaccio.