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Al Teatro Grande di Pompei rinasce Antigone, la straordinaria forza dei giovani emoziona e fa riflettere

Al Teatro Grande di Pompei rinasce Antigone, la straordinaria forza dei giovani emoziona e fa riflettere

Spettacolo inserito nel progetto “Sogno di Volare” con protagonisti studenti dell'area vesuviana

(3 minuti di lettura)

Al Teatro Grande di Pompei è andata in scena qualcosa che va oltre il teatro. La quinta edizione di Sogno di Volare ha acceso ancora una volta una luce potente sull'anima dei giovani, regalando al pubblico una straordinaria e intensa rilettura di “Antigone” di Sofocle, riscritta dal regista e drammaturgo Marco Martinelli. Non uno spettacolo qualunque. Ma un'esperienza viva, profonda, necessaria. Sul palco, gli studenti dell'area vesuviana del Liceo Statale “Pitagora-Croce” e del Liceo Artistico “Giorgio de Chirico” di Torre Annunziata, del Liceo Statale “Ernesto Pascal” di Pompei, dell'Istituto Tecnico Industriale “Renato Elia” di Castellammare di Stabia, dell'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco.

Non hanno semplicemente "recitato", hanno abitato la tragedia, l'hanno attraversata con coraggio, sensibilità e sorprendente maturità. Hanno dato voce al dolore, alla ribellione, alla giustizia negata, all'amore che sfida il potere. Lo hanno fatto con una forza emotiva che ha lasciato il pubblico senza fiato. Affrontare Sofocle non è semplice. Antigone è un testo complesso, duro, vertiginoso, che interroga le coscienze e costringe a guardarsi dentro. Eppure questi adolescenti, meravigliosamente uniti e complici, sono riusciti a renderlo vicino, contemporaneo, umano. Ogni parola pronunciata, ogni movimento, ogni sguardo, ogni gesto coreografico portava dentro una verità sentita, vissuta, condivisa.

Straordinaria la coralità della scena: nessun protagonismo individuale, ma un unico grande respiro collettivo. Si percepiva chiaramente il lavoro intenso, la dedizione, la fiducia reciproca costruita durante le prove. Quei giovani interpreti hanno trasformato il teatro in una comunità viva, capace di parlare al presente e di interrogare il nostro tempo con autenticità. Le musiche di Ambrogio Sparagna hanno accompagnato questo viaggio emotivo amplificandone la potenza evocativa. La regia di Martinelli, definita da lui stesso teatro come messa in vita, ha saputo guidare i ragazzi verso una prova artistica di altissimo livello, senza mai togliere spontaneità e verità alla loro presenza scenica. IL regista ha tenuto a precisare che la sua tecnica si fonda sulla libertà espressiva, sull'ascolto e sul lavoro corale valorizzando il potenziale di ciascun giovane attore.

In un tempo spesso segnato da superficialità, isolamento e fragilità sociali, questi ragazzi hanno dimostrato quanto il teatro possa ancora essere un atto civile, educativo e profondamente umano. Hanno dimostrato che i giovani, quando vengono ascoltati, guidati e valorizzati, sono capaci di bellezza autentica, di disciplina, di pensiero, di poesia. Un applauso immenso va dunque a tutti loro: agli studenti interpreti, ai ragazzi che hanno affrontato con passione e serietà un testo così forte e impegnativo, facendolo diventare carne viva, emozione condivisa, riflessione collettiva.

Un grazie sincero ai docenti che hanno accompagnato questo percorso con dedizione e sensibilità, ai dirigenti scolastici che hanno creduto nel valore educativo e culturale di questa esperienza, agli organizzatori di Sogno di Volare, al Parco Archeologico di Pompei, al Ravenna Festival e a tutti coloro che continuano a investire nei giovani attraverso l'arte e la cultura. Questo progetto: è speranza, è educazione alla bellezza, e costruzione di futuro.

Mentre le luci del Teatro Grande di Pompei si spengono lasciando nell'aria l'eco delle parole di Antigone: "Chi sono i tiranni e i ribelli di oggi? Qual è la nostra Tebe? Quali sono le ingiustizie dei nostri tempi?". Resta una certezza: questi ragazzi hanno già vinto la loro sfida. Hanno saputo emozionare, far riflettere, scuotere le coscienze. Hanno dimostrato che il teatro può ancora cambiare qualcosa dentro di noi. A questi giovani protagonisti va l'augurio più grande: che possano continuare a volare alto, senza paura, custodendo sempre la forza, la sensibilità e la verità che hanno donato sul palco di Pompei, il futuro appartiene anche alla loro voce. Il viaggio di Antigone continua verso il Ravenna Festival.

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