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Settimana della cultura a Torre Annunziata: il ricordo di Michele Prisco con “Figli difficili”

Settimana della cultura a Torre Annunziata: il ricordo di Michele Prisco con “Figli difficili”

L'incontro si è tenuto lunedì 25 maggio alla presenza della figlia dell'autore Caterina

(3 minuti di lettura)

La sera di lunedì 25 maggio si è tenuta la presentazione del libro “Figli difficili” dello scrittore Michele Prisco, in occasione della settimana dello scrittore, organizzata dalla Libreria Libertà di Torre Annunziata.

A prendere  la parola durante l’evento, e ad illustrarci i passaggi del romanzo, sono state la professoressa Lina Fiordoro  e il prof Nicola Piccinino.  Ad impreziosire la presentazione, è stata la presenza della figlia dell’autore, Caterina Prisco, che ne ha onorato la memoria.

“Figli difficili”: il castello della memoria di un animo diviso tra guerra e pace

“Figli difficili” è un romanzo psicologico uscito nel 1954, che racconta gli intrecci sentimentali della nobile famiglia Lombardo, articolandosi nel paradigma del tempo fugace e di una vita caduca.

La storia è ambientata a Castellammare di Stabia e ruota attorno all’attesa del ritorno di Maddalena, una donna che si è allontanata dalla famiglia anni prima, generando malcontenti e dissapori tra i familiari. L’atto del ricordo  assume una posizione centrale nel racconto: sovrapponendo i piani del passato, presente e futuro, si costruisce un vero e proprio labirinto che stimola il lettore a destreggiarsi tra le parole e i pensieri dei personaggi.

Perché sono proprio i “figli” quelli  difficili? Le motivazioni di un titolo profondo

Nonostante le vicende riguardino tutti i membri della famiglia, il focus dell’autore si posa sulla parola “figli”: la scelta non è azzardata, poiché, con un unico termine, si accomuna tutta l'umanità in una condizione di impotenza rispetto alla fugacità del cambiamento, ai ritmi di una società che avanza e si contrappone ad un presente incerto.

Il valore del ‘sogno’ per Michele Prisco: riportare alla luce i momenti migliori

Grazie alla spiegazione della professoressa Fiordoro e del professore Nicola Piccinino, abbiamo snocciolato i contenuti principali dell’opera, utilizzando alcune parole chiave. La piú significativa tra queste, è stato sicuramente il termine  “sogno”. La dimensione onirica, infatti, incornicia tutte le vicende e i pensieri dei soggetti, collocandoli sempre a metà tra realtá e immaginazione.

Ad accompagnare il concetto di sogno, è la presenza della nebbia: elemento che offusca le azioni dei personaggi, disorientandoli nei meandri dei loro pensieri.

 Diventare “giardinieri del sapere” nella realtà di Torre Annunziata

Dagli spettatori dell’evento, particolarmente apprezzata  è stata la proposta culturale della Libreria Libertà. Infatti, intervistando qualche avventore e ascoltando le parole di Rosaria Vitulano, proprietaria della libreria, abbiamo compreso l’importanza di alimentare il sapere in un contesto complesso come il nostro. Infatti, la cultura è come un fiore da dover coltivare giorno dopo giorno, preservandolo dalle intemperie che potrebbero danneggiarne la bellezza. Sono proprio queste le iniziative che mantengono sempre acceso, non solo l’interesse per libri e letteratura, ma anche quello  per tutti quei valori che ci rendono umani. 

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