A cura di Mario Cardone

“Esco dall’aula al momento del voto di fiducia”. Ha fatto sapere la senatrice pompeiana Virginia La Mura (M5S), motivando il suo comportamento con la dichiarazione di essere contraria al  decreto sicurezza bis (come lo era stata in precedenza alla prima versione), non solo perché è contro ogni principio umanitario e non rispetta la convenzione della Nazioni Unite sui Diritti del mare, recepita dalla  Costituzione Italiana, ma soprattutto perché quel decreto è ispirato ad una concezione barbara dei rapporti umani che tralascia secoli di pacifica convivenza che Pompei Antica interpreta in modo mirabile con la sua archeologia dell’accoglienza .

“Siamo un popolo mediterraneo e c’è molta affinità con i popoli che migrano più che con gli altri Paesi Europei”. Si può essere o meno d’accordo con le considerazioni della senatrice La Mura, che fanno parte a pieno titolo della cultura della Pace e dell’Accoglienza tra i Popoli del Mediterraneo, ma bisogna in ogni caso mettere in evidenza  la coerenza e il coraggio del suo comportamento disinteressato che mette al primo posto i valori ideali della comunità di origine  insieme agli impegni assunti con gli elettori, e soprattutto con la propria coscienza.

Un comportamento politico diventato “fuori moda” in  confronto a quelli di  ogni giorno sul panorama nazionale e in forma speculare a Pompei, dove è nata e si è formata La Mura che per mantenere un profilo di coerenza politica si è distinta dalla sua stessa formazione con tutte le conseguenze che potrebbero discenderne. Un esempio di politica alta per il ceto locale orientato ai “favori” più che ai “valori” con lo spettacolo che si registra a Palazzo de Fusco, dove troppo spesso  il voto al mantenimento della poltrona e a tutti i vantaggi collegati. Altrimenti non si capirebbe perché tanti consiglieri comunali la sera davanti ai bar criticano la loro stessa formazione e il giorno dopo alzano la mano in consiglio comunale.