Con 29.334 preferenze, Loredana Raia conquista per la terza volta consecutiva uno scranno in Consiglio regionale, stabilendo un record di continuità istituzionale e confermandosi la donna più votata della coalizione di centrosinistra.

Eppure, nonostante la rilevante affermazione personale, il dato sulla rappresentanza femminile continua a preoccupare: «Siamo sempre di meno. Va sempre peggio», osserva la consigliera dem, ricordando che nel 2015 le donne elette erano sedici, nel 2020 undici, e oggi appena otto.

Secondo Raia, le ragioni affondano in meccanismi politici ancora troppo maschili: liste costruite intorno ai candidati uomini, doppia preferenza che non basta, e una percezione distorta della politica da parte di molte donne, che raramente la considerano uno strumento capace di cambiare le loro vite. «Le piazze per l’affermazione dei diritti civili o nell’impegno politico per la pace degli ultimi mesi sono state invase da donne e giovani, ma non basta: serve la voglia di essere presenti anche nelle istituzioni».

Il suo successo, dice, deriva da un lavoro costante sul territorio e dalla fiducia coltivata nel tempo: sostegno alle attività sociali, vicinanza quotidiana, presenza concreta. «Se devi chiedere qualcosa ai cittadini, devi prima aver dato tanto».

Raia sottolinea anche un’altra emergenza: la condizione occupazionale delle donne campane, fra le peggiori d’Europa. «I motivi sono complessi ma legati a fattori culturali: nelle famiglie il carico di cura grava ancora soprattutto sulle donne. Spesso, quando arrivano i figli, molte rinunciano a lavorare». Il risultato è un tasso di occupazione che, pur in lieve crescita – dal 30 al 37 per cento – resta “ancora troppo basso”.

Guardando avanti, Raia rivendica l’impegno del centrosinistra sul terreno dei diritti e delle pari opportunità, ma ammette che il percorso è ancora lungo: «Serve una rivoluzione di sistema: accesso ai servizi, sostegno alla genitorialità, incentivi per l’occupazione. Le donne non chiedono privilegi, chiedono condizioni giuste per poter scegliere».